Operazione denominata «Case chiuse», su un giro di prostituzione in alcuni mini appartamenti del capoluogo. Il gip del tribunale di Siracusa Andrea Migneco ha condannato a due anni di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, Franca Petrino, 66 anni, avvocato, siracusana che nel febbraio 2016 è finita nel mirino della Procura di Siracusa. La donna, difesa dall’avvocato Angelo De Melio, ha anche rimediato 2 mila euro di multa mentre il marito Vincenzo Magliocco, 69 anni, radiologo, e Davide Formisano, 49 anni, commerciante, saranno processati con il rito ordinario: la prima udienza è stata fissata al 19 novembre del prossimo anno.
A irrigare la pena è stato il gup del tribunale, Carmen Scapellato, a conclusione del processo che si è celebrato con il rito abbreviato. Al termine della requisitoria, il pm Vincenzo Nitti, aveva sollecitato per l’imputata la condanna a 3 anni e mezzo di reclusione. La difesa, rappresentata dall’avv. Angelo De Melio, ha discusso per oltre 2 ore cercando di smontare il castello accusatorio. Per la donna, anche attraverso una serie di intercettazioni telefoniche, era emerso un ruolo attivo nell’affitto dei mini appartamenti tra viale Teracati, viale Scala Greca e via Scilla, destinati alle prostitute e in cui ricevevano i clienti occasionali. E’ stata stralciata, invece, la posizione del marito, Vincenzo Magliocco, assistito da l’avv. Germano, e dell’imprenditore siracusano Davide Formisano, assistito dall’avv. Aldo Ganci, per i quali il giudice ha disposto il rinvio a giudizio davanti al tribunale per il 18 novembre del prossimo anno.
L’intera inchiesta muove i passi dalla segnalazione di movimenti costanti e continui di persone, soprattutto nelle ore notturne, in alcuni palazzi del capoluogo, in cui vi erano appartamenti trasformati in vere e proprie case d’appuntamento, frequentate da numerosi clienti. Dalle diverse intercettazioni delle conversazioni telefoniche e ambientali è stato possibile agli investigatori ricostruire i movimenti delle prostitute, per lo più provenienti dall’Est europeo, i rapporti intercorsi con gli indagati e gli appuntamenti presi con i clienti. A quanto è emerso gli indagati si muovevano separatamente e il commerciante avrebbe in più occasioni fare accordi con le lucciole della coppia lasciando intendere le condizioni di convenienza.
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