A margine della vicenda incendio dell’aeroporto Fontanarossa, a parlare rammaricato è l’ex Consulente di Titti Bufardeci, dr. Giuseppe Bianca, il quale evidenzia di dotare l’Isola di ulteriori strutture aeroportuali ritenute indispensabili, e l’emergenza allo scalo catanese di questi giorni, ne è un’ulteriore prova. L’incendio a Fontanarossa ha messo l’economia turistica ed altro in ginocchio, in evidenza gravi criticità che già si erano riproposte e si ripresenteranno, per cause naturali, sempre a ogni eruzione di cenere lavica.
Correva l’anno 2000 dopo una un’intensa campagna stampa con numerosi servizi giornalistici sul quotidiano siracusano Libertà Sicilia e Video66, con a seguito autorevoli interventi di personalità, a suffragare la validità dell’Aeroporto turistico di terzo livello, promotore dr. Giuseppe Bianca, riesce ad avere dopo consensi nella classe politica, del sindaco Titti Bufardeci (centro destra) e del presidente della Provincia, Bruno Marziano (centro sinistra). Il promotore ed esecutore materiale responsabile è il dr. Giuseppe Bianca che viene nominato da entrambi politici Consulente dei due Enti per sviluppare l’interessante iniziativa. Nei primi mandati amministrativi si avviano i primi studi di fattibilità, il Consulente incarica illustri professionisti che accettano volentieri a titolo gratuito di partecipare a realizzare il percorso sul territorio con sopralluoghi e studi sul Piano regolatore.

L’idea è quella realizzare una pista di 1400 metri con un’aerostazione modulare per ospitare oltre 500.000 passeggeri l’anno (sicuramente adesso saranno triplicati). Ma via via il progetto interessa molte altre personalità nell’ambito aeroportuale come il dr. Salvatore Chisari rappresentante dell’Enav di Catania che vede di buon occhio l’intesa.
Il Consulente Bianca incarica l’ufficio Piano del Comune di Siracusa che definisce l’individuazione di due aree al fine di definire ipotizzando una Variante al Prg:
1) la prima nell’area ove sorgeva il vecchio aeroporto militare angloamericano in contrada Cuba (versante mare);
2) una seconda area che sorge su contrada S. Teresa Longarini.
L’8 maggio il Consiglio comunale di Siracusa approva all’unanimità un ordine del giorno con il quale impegna il governo della città a individuare un’area nel territorio comunale di un aeroporto di terzo livello da adibire a scalo per voli chater, voli taxi, cargo merci, officine-manutenzione, ed attività connessa alla protezione civile che nella nostra città è del tutto assente nonché un’area per aerei privati dormienti così come avviene nei porti turistici per le barche da diporto.
Il Consulente per la realizzazione dell’aeroporto di Siracusa, dr, Giuseppe Bianca, conferisce l’incarico di collaborazione per conto del Comune e Provincia regionale, al prof. Arch. Concetto Santuccio La Sapienza di Roma, già noto in città per aver fatto parte del team del prof. Cabianca per la redazione del Prg negli anni sessanta. Ad agosto del 2000, viene redatto il primo studio di fattibilità progettato dallo studio romano di progettisti: prof. arch. Concetto Santuccio (coordinatore), prof. arch. Salvatore Santuccio, dott. Arch. Luisa Presicce, dott. Ing. Filippo Urzi. La loro realizzazione del progetto è quella dell’area disponibile lungo l’asse contrada Longarini. L’accessibilità dell’area sia in atto, sia di progetto, col suo bacino di traffico, è realizzata tramite un sistema viario e ferroviario, che è risultato determinante nella scelta attuale della stessa che è costruito: autostrada Siracusa-Gela in esercizio; della SS 115 e della ferrovia con la stazione S. Teresa Longarini: pista 1500 ml., terminal piano terra e interrato, hangar, parcheggi e viabilità accesso dalla SS 115. Valore in lire: 60 miliardi di lire (adesso 30 milioni di euro).

Da successivi studi dall’Ufficio Piano del Comune di Siracusa di concerto con il Consulente definiscono un’intesa per la Variante: la prima area, quella relativa a contrada Cuba è risultata di estensione insufficiente per ospitare una pista aeroportuale di 1200 ml.; la seconda area, quella che ricade su S. Teresa Longarini che sembrava avere tutte le caratteristiche per ospitare l’aviosuperficie con pista di 1600 ml. Ad una più attenta analisi vedeva l’infrastruttura soffocata da future iniziative.
3) Terzo studio di fattibilità. Dopo un oculato studio del territorio siracusano, viene individuata una nuova area idonea ad ospitare non solo un’aviosuperfice, ma anche una struttura aeroportuale d’avanguardia.
L’area individuata ad ospitare la struttura è sita nel territorio compreso tra le contrade Monasteri Sud-Monasteri Nord. L’area si presterebbe successivamente nel tempo con i dovuti accorgimenti modulari ad ospitare una pista di oltre 3000 ml, insomma un aeroporto dimensionato con una pista futura per ospitare voli intercontinentali tipo Malta, Fiumicino e Malpensa. Un sogno che vedeva i catanesi contrari.
Nell’area individuata si avviò una simulazione di volo privato di decollo e atterraggio, condotto addirittura dal dr. Chisari decollando da Fontanarossa raggiungendo l’area circoscritta, riscontrando parere favorevole.
Il Consiglio comunale di Siracusa nel 2002 con 23 si e 2 no approva l’individuazione dell’area per la costruzione dell’aeroporto turistico di Siracusa. Il provvedimento fu esitato alle 23 circa dopo un lungo dibattito iniziato di mattina in sede di riunione della giunta comunale all’Urbanistica. A tenere la relazione principale redatta dal Consulente Giuseppe Bianca fu il sindaco Titti Bufardeci, il quale ebbe a fare il resoconto dell’attività svolta dai tecnici incaricati insieme al Consulente Giuseppe Bianca, per predisporre il progetto di massima della struttura aeroportuale. Il sindaco aveva parlato della necessità di una simile struttura per lo sviluppo della nostra città e dell’industria del turismo, affermando che avrebbe avuto più di un motivo d’esistere anche economicamente, posto che vi erano mille ed una opportunità di pieno impiego.
A giugno del 2004 scade il mandato di Bufardeci che viene riconfermato con suffragio per gli interventi in città e per l’iniziativa sia del Porto turistico che dell’Aeroporto turistico. Il dr. Giuseppe Bianca guardava molto avanti vedeva Siracusa proiettata nei prossimi 30-50 anni, quando le esigenze economiche erano quelle di velocizzare ancor di più il trasporto di persone e merci. Un’idea vincente per il futuro del territorio siracusano, che meraviglia!
Correva il 23 febbraio 2008 quando il rogito del progetto «Aeroporto turistico di Siracusa» fu registrato ufficialmente nello studio notarile Luisa Costanza, presenti i rappresentati della società «Aeroporti Spa», (contattata e coinvolta dal dr. Giuseppe Bianca), il sindaco Titti Bufardeci, l’assessore all’Urbanistica Ezechia Paolo Reale Reale, con i relativi soci di maggioranza degli azionisti della società: l’azienda dei fratelli Costanzo e l’avv. Amalia Lo Giudice presenti alla stipula del contratto di una Partecipata.
Il compito è stato portato con successo acclarato dal Consulente Bianca che dal nulla, in poco più di un lustro, riesce ad avere tre studi di fattibilità con professioni quotati, l’individuazione dell’area nel Prg approvata dal Consiglio Comunale, con simulazione reale di decollo e atterraggio di un aereo privato decollato da Fontanarossa il cui pilota era il responsabile Enav di Catania, dr. Chisari e infine la stipula dal notaio Costanza tra il Comune e privati.
Un’iniziativa ed un progetto realizzabile servito su un vassoio d’argento per Siracusa, per amore per il suo territorio e dei suoi concittadini. Il sindaco Bufardeci si dimette a marzo 2008 per concorrere alle elezioni regionale dove viene rieletto.
La successiva politica a Palazzo Vermexio del 16 giugno 2008, per incapacità o altro…, vanificò ogni sforzo di molti anni di lavoro di enormi sacrifici, mortificando tutti, riuscendo nel volgere di poco tempo a far morire tutto e mettere in liquidazione la Partecipata privata-pubblica.
«Perché la politica sia ‘buona’ occorre che rispetti e promuova i diritti fondamentali dei cittadini. Quando ciò non accade, la politica tradisce la sua stessa funzione e rischia di essere mera ricerca del potere ad ogni costo, causa di abusi e ingiustizie, ‘strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione’». Questo è il cuore del messaggio che profuse Papa Francesco nella 52 giornata mondiale della pace. E’ così a Siracusa?
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