Vittoria sfuggita per un soffio e il Siracusa si morde le mani

Al triplice fischio del direttore di gara, tutti a chiederci come avesse fatto il Siracusa a non vincere a Monopoli rischiando addirittura di perdere nel convulso finale. E le risposte non si son fatte attendere. La prima è quella sul gol del Monopoli. Possibile che cinque difensori si lascino infinocchiare, come spesso avviene con le palle inattive, da due avversari che sbucano in beata solitudine davanti a Santurro? Possibile. E può una squadra aspettare quasi quaranta minuti prima di indirizzare una palla verso la porta avversaria? Certo che può, visto che con quel tiro il Siracusa raggiunse il pareggio. Le domande più insidiose riguardano però la ripresa, dominata quasi per intero dagli azzurri che tuttavia non trovarono lo spiraglio per mettere a segno il pallone di una meritatissimi vittoria. Con le risposte che sono sotto gli occhi di tutti. Dalla difesa che va ritoccata con qualche altro elemento di esperienza oltre a Turati, al centrocampo in cui si fa sentire la mancanza di un uomo d’ordine e all’attacco in cui manca l’uomo che abbia il fiuto del gol. Con risposte così nette e così chiare, al Siracusa per risalire altri posti in classifica basterebbero tre rinforzi: un difensore, un regista e un attaccante da dieci, quindici gol. Ma anche se Cutrufo aprisse il portafogli e procurasse a Sottil questi tre elementi, il Siracusa sarebbe più competitivo rispetto a quello attuale? A nostro avviso no, perché se siete amici di Sottil e se gli parlate dell’opportunità di prendere un regista e un centravanti, quello è capace di togliervi il saluto perche nella sua filosofia di gioco non esiste né il regista né il centravanti. Prova ne è che nelle squadre da lui allenate tutti devono essere in grado di fare un passaggio filtrante, tutti devono essere in grado di fare un lancio da trenta metri o una verticalizzazione. E in quanto al bomber? Uno che porti sulle spalle possibilmente il numero dieci. Lo abbiamo visto con Nicola Mancino e lo abbiamo rivisto con Emanuele Catania. E se gli domandate il perché di tanta antipatia per i registi e per gli attaccanti puri e di tanta ostinazione per i ruoli atipici potrebbe scappargli, nella migliore delle ipotesi, anche un pirandelliano ”così è se vi pare”!
Armando Galea

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