Vicenda Crapula «L’avv. Campisi:  non hanno mai fatto alcuna minaccia»

Ha suscitato clamore nei media la presunta minaccia di “Desirée, Rosario e Aurelio Crapula nei confronti dei poliziotti del commissariato di Avola”. «Non hanno mai fatto alcuna minaccia, respinge le accuse l’avvocato Antonino Campisi, legale difensore della famiglia Crapula, riferendosi a quanto riportato dal sito online “La Spia.it” con annesso audio dell’intercettazione eseguita il 22 aprile dello scorso anno all’atto dell’intervento degli agenti del commissariato avolese, relativo agli accertamenti delle violazioni amministrative al chiosco per la vendita di panini denominato Wikiki. “Ho ascoltato la registrazione audio dell’intercettazione – dice l’avv. Campisi –non ho sentito una sola frase oggetto di minacce. Ciò che dicono i Crapula non sono altro che una rivendicazione di giustizia. In sostanza, si opponevano al sequestro sostenendo che non poteva essere effettuato in ragione di una sanatoria in corso, per cui, nell’attesa del rilascio della documentazione, il locale poteva rimanere aperto”. Per quell’episodio di aprile 2016, i Crapula non hanno ricevuto alcuna notifica e nemmeno sono stati deferiti alla Procura per il reato di minacce. Tra le altre frasi, quella in cui si sente uno dei Crapula dire: “ora vi infilo io con due piedi in una scarpa, uno per uno…”. Per il legale difensore il senso della frase non deve essere letto come una minaccia agli agenti ma “i ragazzi hanno detto chiaramente “non ci mettete a noi con due piedi in una scarpa. Erano appellativi di giustizia affinché non fosse eseguita un’azione illegittima. Gli sviluppi giudiziari di quella vicenda sono ormai noti a tutti. Il procedimento penale, fu revocato già da pubblico ministero che ha avanzato richiesta di archiviazione, accolto dal gip del tribunale aretuseo. Insomma, la vicenda del chiosco si è definita positivamente in pochi mesi”. Nel sottolineare che Michele Crapula non si trova in regime di 41 bis, ma ricoverato per problemi di salute nel centro clinico del carcere di Parma, l’avv. Campisi rileva che sul caso delle presunte minacce ai poliziotti sono intervenuti 3 parlamentari che hanno condannato il gesto: “Così come abbiamo invitato il giornalista Borometi, facciamo lo stesso con gli on. Antoci e Lumia e il sen. Giarrusso a una tavola rotonda con il sottoscritto, così farò loro leggere i documenti in nostro possesso che dimostrano come non ci sia nulla di illecito né condotte minacciose da parte dei miei assistiti.
A loro riferisco quanto raccomandato dal presidente dell'autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ovvero di stare lontano da chi dell’antimafia ne fa una professione”.

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