Venti di protesta degli studenti del Quintiliano

Continua la protesta degli studenti del liceo polivalente Quintilano che da ieri sono rimasti fuori dopo il crollo di calcinacci in un’aula al primo piano dove sono rimaste ferite due ragazze. Al vaglio anche una delibera di chiusura in autotutela fino a che non saranno effettuate necessarie indagini diagnostiche. Immediate le reazioni della Rete degli studenti, ma anche del Codacons, che è al vaglio un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa. Gli studenti gridano rabbia per quello che è avvenuto, ieri alla protesta degli studenti c’erano pochi genitori e professori, un fatto incredibile come se il problema della sicurezza non interessasse nessuno. Intanto il liceo polivalente Quintiliano non rischia la chiusura. Il problema sembra legato solo all’aula in cui si è verificato il distacco di calcinacci ma è urgente una verifica della tenuta di tutti i solari. Il dirigente scolastico, Giuseppe Mammano ha scritto al prefetto, Giuseppe Castaldo, oltre che al Libero Consorzio, chiedendo di disporre nell’immediato questo tipo di intervento, e questa mattina a mezzogiorno è previsto l’incontro tra il commissario del Libero consorzio Giovanni Arnone con una delegazione di studenti, genitori, professori e preside.
Il liceo polivalente Quintilano non dispone nè di un verbale dei vigili del fuoco e nemmeno di una relazione redatta dai tecnici dell’ente locale. La scuola resta, dunque, aperta. La chiusura deve essere disposta dagli enti competenti. Serve, comunque, una dichiarazione di inagibilità. Eventualità che in questo caso non sembra affatto probabile.
Riguardanti manutenzioni e ristrutturazioni nel 2015 il liceo polivalente Quintiliano era tra i cinque istituti di istruzione superiore per i quali andarono perduti preziosi finanziamenti. Fondi concessi da Governo e Regione per la riqualificazione anche del Moncada di Lentini, del Majorana di Avola, dell’Archimede di Rosolini. Tutti finanziamenti da 750 mila euro ciascuno. Finanziamenti ritirati per mancanza di progetti esecutivi. E quindi destinati ad altro in un rimpallino di responsabilità tra presidi, Comuni ed ex Provincia Regionale che non portò a null’altro che alla nomina di un ispettore regionale per comprendere il motivo per cui i fondi andarono perduti. Ci si chiede come avere perso quei soldi disponibili per migliorare le scuole siracusane. Mistero o incomptenza?

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