Un osservatorio per pianificare e coniugare il turismo crocieristico

di Giuseppe Bianca

Con l’apertura ufficiale del Porto grande ad un segmento turistico come quello delle navi da crociera rappresenta per Siracusa una grande opportunità economica di promozione del nostro territorio. Esso rischiava di rimanere l’ennesima incompiuta, afferma il sindaco Giancarlo Garozzo. Con l’aiuto del governo nazionale, l’allora premier Renzi, siamo riusciti a spostare l’asse del finanziamento e a non avere più quella scadenza del 2015 che era impossibile perché i lavori erano stati fermi per troppi anni. Adesso tutto l’indotto che si muoverà attorno alle navi da crociera di fatto necessita di servizi che creeranno posti.
«Il porto lo immaginiamo qualcosa di straordinariamente diverso, l’area portuale rientra nelle reti trans-europee, dice il sindaco, stiamo lavorando al tavolo nazionale per avere ulteriori finanziamenti per poter fare altre opere infrastrutturali e rendere il nostro porto sempre più appetibile. Siamo anche ultimamente appena entrati nelle zone Zes, zone economiche speciali a livello ministeriale. Questo significa che ci saranno degli sgravi importanti per gli imprenditori che vogliono investire nel territorio siracusano all’interno del porto e adiacenti al porto, continua Garozzo, quindi ci sono tante opportunità che stiamo seguendo».
Ci chiediamo, la città è pronta per questa nuova avventura del turismo crocieristico?
Il sindaco è categorico: «E’ un altro tipo di turismo rispetto a quelli che siamo abituati a vedere. È del tutto evidente per quanto ci riguarda che il turismo crocieristico è un tassello che mancava alla città di Siracusa e che serve soprattutto perché, oltre a diversificare la nostra città con la vocazione turistica, tante volte bisogna diversificare nei modi più svariati possibili, crea occupazione. Tengo particolarmente a dire oggi il problema occupazionale è serio e quindi la politica, quando riesce a completare un’opera infrastrutturale di queste dimensioni ne è particolarmente orgogliosa e soddisfatta perché sa di quello che muoverà attorno a questo».
Siracusa si candida ad essere una delle tappe più ambite del Mediterraneo ha spiegato il sindaco Giancarlo Garozzo grazie alla posizione strategica del suo porto: si trova infatti in Ortigia, meta per tutti i visitatori che arrivano in città, a pochi minuti dall’area archeologia di Neapolis e da molti altri gioielli del patrimonio artistico e culturale». Come? Migliorando i servizi, garantendo trasporti pubblici efficienti «dobbiamo fare ogni sforzo perché Siracusa sia una città turistica a 360 gradi».
Consultando il libro: «Flussi crocieristici: nuove opportunità per lo sviluppo locale» emergono interessanti e molteplici spunti, innanzitutto in primo luogo, emerge lo sviluppo inarrestabile del settore crocieristico che, seppur relativamente giovane, sta diventando un comparto che attrae ingenti investimenti e coinvolge una molteplicità di attori strategicamente ed operativamente interdipendenti (investitori, organizzazioni pubbliche e private), che sono impegnati nella individuazione di nuovi percorsi, di nuove configurazioni produttive e di nuovi rapporti di collaborazione al fine di giungere alla progettazione ed al la realizzazione di proposte di offerta sempre più innovative nel rispetto dei criteri di efficacia, efficienza e redditività. In secondo luogo, si registra una crescita tendenziale della domanda che si caratterizza sempre più per il grado di varietà e di variabilità delle proprie preferenze non solo sotto il profilo funzionale, ma soprattutto dal punto di vista ricreativo, emozionale ed esperienziale. In terzo luogo, il business crocieristico ha un significativo impatto economico sui porti d’imbarco e di sbarco poiché genera flussi di domanda adeguati per garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile, contribuendo in tal modo alla creazione di nuove opportunità per l’intero territorio del quale il porto rappresenta un possibile accesso. Tali vantaggi possono manifestarsi in maniera più o meno evidente e dipendono dal ruolo che il porto assume nel disegno degli itinerari realizzato dalle diverse compagnie e dalla capacità di tutti i soggetti facenti parte della filiera crocieristica di contribuire alla creazione di valore. Emerge, infatti, la necessità di attuare rapporti di collaborazione tra i diversi operatori e le diverse strutture organizzative, sia pubbliche che private, che permettano al porto ed al territorio di differenziarsi dai competitors e divenire maggiormente attratti vi, l’uno per gli investimenti delle compagnie navali, l’altro per i crocieristi.
L’obiettivo del lavoro è quello di analizzare le problematiche più rilevanti che ostacolano lo sfruttamento delle molteplici opportunità offerte dalla crescita dei flussi crocieristici sullo sviluppo della destinazione e del territorio, focalizzando l’attenzione sul porto di Messina, inserito tra i nuovi itinerari del Mediterraneo, divenuto una delle
principali aree del traffico crocieristico per dinamismo e prospettive di crescita. I primi risultati di una ricerca ancora in itinere mettono in evidenza alcuni aspetti critici
relativi alla creazione di rapporti di collaborazione tra i diversi attori (es. autorità
portuale, agenzie di viaggio, tour e cruise operators, attività ricettive territoriali), in sinergia con le istituzioni locali (provincia, assessorato al turismo, comune, altri enti pubblici, associazioni di categoria), insistenti nell’ambiente economico in cui si trova il porto messinese. Tale ricerca si propone di approfondire sia la natura e la tipologia dei rapporti tra gli operatori che concorrono alla formazione dell’offerta crocieristica (alleanze, reti, forme di cooperazione di natura interaziendale), sia i problemi connessi all’attività di indirizzo e di gestione strategica e manageriale di tali rapporti da parte di un possibile soggetto guida che deve condurre le azioni delle singole imprese coinvolte nella filiera crocieristica al raggiungimento di obiettivi di sviluppo e di stabilità della destinazione e del territorio, in cui confluiscono una molteplicità ed eterogeneità di interessi (economici, sociali, culturali, antropologici). In tale ottica, il coordinamento di interventi degli attori economici ed istituzionali diventa strumentale per l’attivazione di un reale processo di valorizzazione di tutte le componenti e di ottimizzazione dei fattori di competitività quale presupposto per l’attrazione di nuove risorse e di flussi turistici capaci di creare circoli virtuosi di generazione del valore. La ricerca intende, altresì, individuare metodologie e strumenti utili sia alle imprese interessate, che alle istituzioni locali operanti nel settore turistico allo scopo di dare un contributo a tutti i soggetti che sono preposti all’assunzione di decisioni necessarie per la realizzazione delle condizioni organizzative, finanziarie, tecnologiche e culturali, affinché in un spazio geograficamente distinto si possano sviluppar e profittevoli relazioni collaborative che conducano alla definizione di programmi di sviluppo realmente competitivi nel medio/lungo termine.

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