Tra i borghi più belli d’Italia Palazzolo e Ferla

Il Touring Club Italiano premia 227 borghi con la 'Bandiera arancione' nel triennio 2018-2020. La 'Bandiera Arancione' è il riconoscimento che va ai comuni dell'entroterra con meno di 15 mila abitanti che si distinguono per un'offerta turistica di eccellenza e un'accoglienza di qualità. La premiazione è avvenuta stamani a Genova. Tra i borghi più belli d’Italia fanno parte la nostra Palazzolo Acreide e Ferla.
Il riconoscimento intende valorizzare i piccoli tesori del nostro territorio, e il Touring Club spiega che su oltre 2.800 candidature “in questi vent'anni solo l'8% ha ottenuto il riconoscimento”. Ogni tre anni i Comuni devono ripresentare la candidatura e sottoporsi all'analisi del Tci che verifica la gli standard di qualità previsti e propone piani di miglioramento.
“L'iniziativa è nata in Liguria con l'obiettivo di valorizzare l'entroterra - sottolinea l'assessore regionale al turismo Berrino - ed è diventata un evento nazionale. Sono 15 le località liguri 'arancioni' e altre stanno lavorando per presentare la candidatura”. La Regione Basilicata spiega di aver ha avviato con il Touring Club Italiano un progetto finalizzato a migliorare la qualità del sistema turistico in termini di offerta, performance attrattive e sostenibilità e per il triennio 2018-2020 hanno ottenuto il ricoscimento Bandiera Arancione i comuni di Valsinni, Guardia Perticara e Aliano.
Ferla è la “porta” di Pantalica, distante solo 11 km dalla necropoli rocciosa che, insieme con la città di Siracusa, è dal 2005 «Patrimonio Mondiale dell’Umanità». La necropoli di Pantalica è uno dei più importanti luoghi protostorici siciliani: Il borgo si propone oggi come fucina del riciclaggio creativo, grazie all’associazione “Ricicreo Ferla” che ha già compiuto diversi interventi contro lo spreco di risorse.
Sono possibili da Palazzolo tre itinerari guidati: il primo, archeologico, con visita all’area di Akrai e al Teatro Greco; il secondo, sia naturalistico sia archeologico, con visita ai ddieri di Baulì (i ddieri – dall’arabo ad diar, “casa” – sono abitazioni scavate nella roccia in periodo bizantino a Baulì, tra Noto e Palazzolo) e alla necropoli di Pantalica (5mila tombe a grotticella della tarda età del bronzo scavate nella roccia); il terzo, etno-antropologico, riguarda il Museo Antonino Uccello.

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