Su Siracusa risorse pende la spada di Damocle

«Prendiamo atto con soddisfazione della proroga annunciata dal Commissario straordinario del Libero Consorzio, ma restiamo vigili perché la stessa è, al momento, supportata da un impegno verbale assunto dopo un confronto tra lo stesso Arnone e l'assessore regionale Grasso», questo il commento del segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, della segretaria generale della Fisascat Cisl territoriale, Teresa Pintacorona e della segretaria regionale della stessa federazione dei servizi, Vera Carasi, al termine dell'incontro avuto nel pomeriggio con il Commissario della ex Provincia Regionale per la vicenda Siracusa Risorse.
"La proroga, come annunciato dallo stesso Commissario, - hanno aggiunto i tre segretari - partirà dal prossimo 15 gennaio. Noi restiamo comunque attenti perché resta, di fondo, tutta l'incertezza che riguarda il futuro delle ex Province. Lavoratori diretti e, nel caso di Siracusa, della partecipata.
L'impegno riguarda una rimodulazione degli stessi servizi garantiti in base alle somme che dovrebbero arrivare da Palermo. Come sindacato - hanno concluso Sanzaro, Carasi e Pintacorona - chiediamo di fare presto e salvaguardare, con azioni concrete, i lavoratori e la comunità che usufruisce di servizi essenziali».
La decisione assunta con l’assessore regionale alle Autonomie locali, Bernadette Grasso ed è stata comunicata dal commissario dell’ex Provincia, Giovanni Arnone in un confronto con i sindacati, quindi le attività di Siracusa Risorse possono riprendere già entro la fine di gennaio. «Abbiamo ottenuto garanzie dall’assessore regionale in merito ai fondi che dovranno essere erogati all’ente – ha detto il commissario – e stiamo effettuando una ricognizione finanziaria che si concluderà presto, per riprendere le attività della partecipata che ha un costo di 3 milioni 500 mila euro annui per l’ente. Lo Stato ha acquisito tutte le risorse del 2017 relativamente al prelievo forzoso, in particolare per l’Rca e l’Ipt. Gli impegni della Regione devono tradursi a questo punto in atti risolutivi».
Gli ottantasette dipendenti di «Siracusa Risorse» si trovano in ferie forzate dall’1 gennaio ed i servizi di pulizia, diserbo delle strade provinciali, manutenzione delle scuole, di trasporto dei disabili ed assistenza negli uffici della Provincia, sono attualmente sospesi.
Il provvedimento era stato disposto con decorrenza dall’1 gennaio fino a domani, alla fine dello scorso dicembre dal commissario a causa dell’impossibilità di garantire il pagamento dei servizi forniti dal personale di «Siracusa Risorse».
Ieri pomeriggio nuovo confronto tra il commissario e le organizzazioni sindacali. «Abbiamo convocato le rappresentanze dei lavoratori – ha sottolineato il commissario – per illustrare la situazione complessiva. Siamo fiduciosi e ritengo che si possa riprendere già dai prossimi giorni l’attività garantita dai dipendenti di Siracusa Risorse che restano comprensibilmente preoccupati per una situazione che va detto, non è semplice».
Il buco totale dell’ente si attesta in circa sessanta milioni di euro. Nei giorni scorsi i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafo avevano incalzato il commissario ad accelerare i tempi e fare piena chiarezza sul futuro dei lavoratori di «Siracusa Risorse».

I sindacati avevano inoltre giudicato grave la sospensione dei servizi, perché ha privato l’ente delle uniche entrate certe che derivano dalla gestione della Tosap, con la conseguenza di provocare il rischio di fallimento per «Siracusa Risorse», azienda del terziario che non può contare su alcun ammortizzatore sociale per i propri lavoratori.





NO
«Le indiscrezioni non ci rassicurano e non servono a rasserenare i lavoratori – hanno spiegato Alosi, Sanzaro e Munafò – il commissario confermi, da- vanti ai rappresentanti dei lavo- ratori, le possibili soluzioni per salvare la partecipata. Sulla vi - cenda abbiamo anche chiesto l’intervento del prefetto».
La vicenda è seguita con viva preoccupazione dai lavoratori, che per il momento hanno deci- so di non fare ricorso alla mobi- litazione dopo l’occupazione del- la sede di corso Gelone e degli uffici di contrada Fusco avvenute pochi mesi fa, o i presidi fissi or- ganizzati per alcune settimane anche davanti alla sede della Pre- fettura. «Chiediamo certezze sul futuro della società – ha detto uno dei dipendenti, Nuccio Silve- stro – da oltre due anni viviamo in una condizione di precarietà culminata lo scorso anno con il ritardo di sei mesi di stipendi. Adesso la situazione sembra ri- petersi, vorremmo avere punti fermi da parte del commissario. Lo rivendichiamo a nome delle 87 famiglie che restano sospese con l’incertezza di poter pro - grammare i prossimi mesi con mutui da onorare. La nostra è una battaglia unica insieme al personale della Provincia. Ma noi chiediamo anche un’attenzione maggiore perché in quanto di- pendenti di una società in house, non abbiamo alcuna garanzia né di cassa integrazione e neppure di mobilità».

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