Stroke Unit, la città penalizzata da un pessimo servizio dell’Asp

Ogni anno l’ictus cerebrale colpisce 200.000 persone in Italia. A segnare il destino di un paziente colpito da ictus è innanzitutto la tempestività del soccorso, ma anche la fortuna, ossia il luogo di residenza, perché tutto - dalla gravità dei danni subiti alla conseguente possibilità di un recupero - dipende dalla presenza o meno di una unità ictus (Stroke Unit) raggiungibile velocemente e nella quale neurologi e infermieri esperti in patologia cerebrovascolare procedono alla stabilizzazione neurologica e clinica generale. Se effettuato entro le 4/5 ore dall'inizio dei sintomi in un'Unità Ictus, il trattamento trombolitico permette a circa un terzo delle persone colpite da Ictus ischemico di rientrare, nel giro di pochi giorni, alle proprie abitazioni, completamente guarite, mentre un altro 50% è in grado di tornare a casa in buone condizioni funzionali. «Negli ultimi tempi la Stroke di Siracusa vive una fase di criticità e arretramento con gravi rischi sulla salute dei cittadini che potrebbero incorrere in accidenti vascolari cerebrali, considerato che, per l'insufficienza di personale specializzato assegnato all’atto dell'istituzione e per il non tempestivo rimpiazzo di quello successivamente andato in pensione, non è possibile praticare la terapia trombolitica dalle ore 20 alle ore 8 del mattino successivo» - lo afferma il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, amareggiato, per la criticità che presenta tale reparto, unico in provincia per la nostra gente - «Apprendere che nel prossimo fine settimana all'Ospedale Cannizzaro di Catania, all'interno dell'Unità Operativa di Neurologia, saranno assegnati 8 nuovi posti letto, di cui 4 per la Stroke Unit con relativa palestra per l'attività di riabilitazione, suscita nel sottoscritto una sensazione di sconforto pensando al destino riservato, al contrario, allo stesso servizio nell’ospedale di Siracusa», continua il sindaco Garozzo.
«Istituita nel 2005, la Stroke Unit di Siracusa, fu la prima in Sicilia ad eseguire la trombolisi, pratica terapeutica basata sulla somministrazione di un farmaco in grado di sciogliere il trombo e quindi utile a ridurre i casi di morte e di disabilità permanente in caso di ictus cerebrale».
Nelle poche città nelle quali si applica questo approccio globale, la fase acuta e quella riabilitativa vengono gestite da professionisti diversi che fanno parte di un unico team. Questo consente di risparmiare risorse e anche di facilitare la vita del paziente e della sua famiglia perché resta nella stessa struttura senza dover essere trasferito magari a 40-60 chilometri di distanza, rendendo l'assistenza più difficile e aprendo la strada anche alla depressione acuta post-ictus che interessa il 50% dei pazienti.
«Stando così le cose diventa abbastanza tetro per i cittadini, quasi come una roulette russa, augurarsi che un ictus cerebrale non sopraggiunga nelle ore scoperte dal servizio attivo dalle ore 20 alle ore 8 del mattino successivo, e certamente tutto questo non rappresenterebbe un buon biglietto da visita per chi è chiamato a gestire la salute pubblica. Ancora più inspiegabile appare la scarsa attenzione prestata su questo aspetto sanitario se si pensa che la Stroke Unit dovrebbe ricevere un'attenzione prioritaria – prosegue il primo cittadino Garozzo - essendo inquadrata all'interno del sistema urgenza-emergenza, così come espressamente richiesto dalle direttive regionali e nazionali. Non rimane che augurarsi che il management della nostra Azienda Sanitaria Provinciale si faccia immediatamente carico di questa problematica, considerato che, secondo le norme previste dalla Costituzione, non possono esistere pazienti di serie A e pazienti di serie B nel nostro territorio e che a tutti deve essere concessa la possibilità di ricevere le stesse cure e le stesse attenzioni – conclude Garozzo -. Serve poco a consolarci che, in virtù del fatto che i tempi utili per intervenire con la trombolisi in caso di ictus cerebrale sono fino a 4 ore e mezza, rimarrebbe la possibilità di recarsi in Stroke Unit di capoluoghi di provincia come Catania e Ragusa, più lungimiranti di chi al contrario non ha mostrato la giusta sensibilità nei riguardi di una popolazione che non merita tanta disattenzione».
G.B.

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