Siracusa protagonista con la foto di piazza Duomo

Sul supplemento Sette del Corriere della Sera si parla questa settimana del volume fotografico di Armando Rotoletti sulle piazze siciliane. Armando Rotoletti, affermato fotografo messinese di reportage e ritrattista, ha realizzato un volume, raro nel suo genere per progettualità e coerenza, dedicato alle piazze siciliane.
Il volume presenta 82 fotografie in cui queste piazze siciliane sono riprese evidenziandone diversi aspetti: dallo splendore architettonico di quelle più caratterizzate artisticamente al fascino di altre meno imponenti sotto questo aspetto ma altrettanto significative per la storia sociale di un popolo. Tra queste foto emerge in tutto il suo splendore Piazza Duomo a Siracusa, con la descrizione di una forma semiellittica tracciata da alcuni degli edifici barocchi successivi al terremoto del 1693. Al centro la facciata del Duomo, fiancheggiata dal colonnato del preesistente Tempio di Atena. Sullo sfondo, la chiesa di Santa Lucia alla Badia che chiude la piazza.
Piazza Duomo è definita una specie di ariosa vasca semiellittica tappezzata di basole bianche, lucidissime che quasi si rischia di scivolare, dove in certi pomeriggi estivi il barocco riesce a specchiarsi raddoppiando l’incanto. Ecco, li in fondo, nella chiesa di Santa Lucia alla badia, quest’estate una bambina di dieci anni è rimasta a meravigliarsi, a bocca aperta per circa un quarto d’ora, davanti a un dipinto, in cui troneggiava in primo piano, a destra, il poderoso fondoschiena di un becchino, avvolto i n un pannolone bianco, mentre scava la terra dove verrà sepolta Santa Lucia.
Era il primo Caravaggio che la bambina ha mai visto, quasi nascosto in una delle piazze più belle che si ricordino a memoria d’uomo.
Con infinita dedizione e pazienza Rotoletti è riuscito a convincere le autorità amministrative dei paesi e delle città che ha fotografato a liberare le piazze, almeno per il tempo necessario alle riprese, da autoveicoli e attrezzature di ristorazione che ne sconvolgono la fisionomia.
«Certamente per un avolese che si rispetti, scrive il supplemento Sette, più difficile, per un avolese anche moderatamente campanilista, inchinarsi di fronte al fulgore lussureggiante di Noto, dove piazza del Municipio, ovvero Palazzo Ducezio, viene vista, questa volta, non dal pavimento ma dall’alto della Chiesa Madre con la scalinate che scende verso il corso e cioè verso il tripudio del barocco intenso, con Brancati, come linea retta che uscendo da un ghirigoro entra in un altro ghirigoro: non ornamento ma sostanza e funzione dell’anima».
«In piazza Garibaldi a Rosolini, equilibrio tra neoclassico e barocco, aleggia il fantasma del leggendario uomo a tre gambe, Francesco Frank Lentini, il “mostro” che da quel paesotto sudorientale nel 1898 emigrò con suo padre in America, dove avrebbe fatto fortuna nei circhi palleggiando con la terza gamba. Quante volte da bambino sarà entrato, con le sue tre gambe, nella Chiesa Madre di San Giuseppe accompagnato da papà Natale e mamma Giovanna che pregavano per quel figlio “maravigghiuso” sbeffeggiato dai concittadini».
Infine il supplemento Sette si sofferma su «La piazza terrazza di Marzamemi, piazza Regina Margherita. Dall’alto la piazza del borgo sembra una terrazza sul Mar Ionio. A sinistra le case dei pescatori, a destra il settecentesco Palazzo del Principe di Villadorata, in fondo la chiesa di San Francesco di Paola».
«La scelta delle piazze ritratte in questo libro - dice Rotoletti - parte dal nomadismo piuttosto casuale a cui mi sono abbandonato nel corso dei miei viaggi siciliani, e da criteri che non considerano solo il punto di vista storico e architettonico, ma anche l’impatto ambientale e l’influenza che quelle piazze hanno esercitato sulla mia coscienza e sul mio gusto personale». Soddisfatti dell’iniziativa del Corriere della Sera gli amministratori del Vermexio che premia il lavoro fin qui svolto per promuovere il territorio e attrarre turismo.

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