Siracusa, dopo i flop dell’estate si procede con grande cautela

Di questo passo il mercato di riparazione del Siracusa rischia di ripetere gli errori della campagna acquisti dell’estate scorsa quando, ricorderete, arrivò e ripartì un esercito di giocatori che contribuì a confondere le idee a Sottil che per fortuna trovò Cutrufo a difenderlo dalla valanga di critiche che gli piovvero ingiustamente addosso. A testimonianza di quel sù e giù restarono Serenari, che poi fu mollato quasi subito, De Grassi, De Vita, Diakitè e Filosa, quest’ultimo arrivato reduce da due gravi infortuni, tutta gente che ora è sul punto di partire verso altri lidi, come forse Sciannamè, come forse uno da stabilire fra De Respinis e Talamo e come forse qualche altro attualmente nella lista di color che son sospesi. Vero anche che arrivarono Santurro, Turati e Valente, ma non va dimenticato che il Siracusa, anche a causa di qualche infortunio di troppo, stentò nella prima fase più del previsto. Pare però che l’esperienza, non certo positiva, non sia servita a niente se alla riapertura del mercato di riparazione arriva la notizia di nomi di cui si sa ben poco. A cominciare dal centrocampista finlandese Martin Kuittinen, qualche esperienza nel team spagnolo del Valladolid, e già aggregato in prova alla squadra, del venticinquenne difensore Emanuele Malerba dell’Ancona, alla cui società di appartenenza è stato proposto un cambio alla pari con De Vita e dell’attaccante Enrico Ventola di proprietà dell’Avellino, ma in forza alla Lupa Roma, forse l’elemento più interessante, ma solo perché preceduto dalle buone referenze di Gianluca Di Marzio, uno che di calcio se ne intende. I tre, comunque, non provengono da esperienze particolarmente brillanti e la felice conclusione delle rispettive trattative è legata alla speranza che Siracusa segni la loro consacrazione. Tutto questo è dovuto a due validissimi motivi. Il primo è che la società continua a non cercare e trovare rapporti con consorelle che all’occorrenza potrebbero tornarle utili, mentre il secondo è rappresentato dai costi paradossalmente alti, se si pensa che il valore di mercato per un discreto elemento proveniente dalla “primavera” vanno da un minimo di cinquantamila euro , che al cambio con le vecchie lire sarebbero quasi cento milioni, a somme ancora più alte, cifre insostenibili per una piccola società come il Siracusa, sorretta da un imprenditore al quale si deve la sua rinascita e che più di impegnarsi economicamente di come sta già facendo. non può certo fare. In casi come questo tornerebbero buoni i prestiti delle grosse società e le conoscenze giuste, due strade che per la società di via Montegrappa sono però al momento precluse.
Armando Galea

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