Sancito a Siracusa un grande accordo il «Patto di Responsabilità Sociale»

di Giuseppe Bianca

Ogni società, organizzazione o gruppo sociale, per poter svilupparsi e raggiungere gli scopi per cui nasce, si deve dotare di un vero e proprio “contratto sociale”, ovvero di un insieme di principi, regole e comportamenti che ciascuno di noi si impegna a rispettare per consentire a tutti di dare il meglio.
La società è una comunità educante nella quale convivono più soggetti uniti da un obiettivo comune: quello di educare, cioè di far crescere in maniera equilibrata ed armonica l’economia per i nostri giovani che fanno parte di questa comunità, di svilupparne le capacità, favorirne la maturazione e la formazione umana e orientarli alle future scelte.
La grave crisi economica ed occupazionale della provincia di Siracusa, le contrapposizioni e i dibattiti sterili spesso dettati da opinioni non suffragate dai fatti, ha spinto associazioni di categoria, sindacati, associazioni ambientaliste, ordini professionali, sistema dell’istruzione e università, associazioni del terzo settore, assostampa ed “opinion leaders” a discutere sulla opportunità di indire “gli stati generali” della nostra provincia.
La finalità è quella di giungere ad una maggiore coesione e condivisione tra tutti gli attori del territorio (pubblici e privati) per rendere attrattivo per nuovi investimenti il territorio stesso; ciò per dare un futuro ai nostri giovani puntando allo sviluppo di nuove attività economiche in tutti i settori (agricoltura, industria, turismo, etc. ) e consolidando le esistenti attività.
Ciò va costruito superando le contrapposizioni ideologiche spesso di principio esaminando e fotografando i fatti e i temi attinenti lo sviluppo economico (separandoli dalle opinioni) in maniera scientifica, suffragandoli con studi tecnici dettagliati a cura degli esperti di settore.
La novità consiste nell’individuare dunque un nuovo metodo di lavoro: la conoscenza dei fatti per rendere la comunità dei cittadini “consapevole” e correttamente informata. Ciò aiuterà e darà forza alle amministrazioni locali e alla politica nel fare scelte largamente condivise, nell’interesse collettivo.
Una comunità coesa e consapevole potrà infatti sostenere e accompagnare progetti di sviluppo nelle interlocuzioni con le Istituzioni e nelle fasi autorizzative presso le PP.AA. ridando credibilità e forza al “sistema” nella sua interezza.
Dopo una serie di incontri e riunioni, il 17 gennaio si è ufficialmente insediata l’Assemblea dei sottoscrittori che ha discusso e deciso anche la costituzione di due gruppi di lavoro: “uso del territorio/impresa” e “uso del territorio/turismo” di cui faranno parte le sigle aderenti che hanno scelto di avviare il dialogo sui temi di interesse del territorio.
Gli attori del patto sono ad oggi circa 40, ma è aperto a chiunque si voglia approcciare a questo nuovo metodo di lavoro il cui fine, va ribadito, è lo sviluppo compatibile del territorio e un futuro migliore per i nostri giovani. Il portavoce dei sottoscrittori è l’avv. Vittorio Pianese, nominato all’unisono dai 40 soggetti. Intanto sono stati convocati due importanti incontri, il primo lunedì 5 con il gruppo imprese e il secondo martedì 6 con il gruppo turismo. Insomma, tutto è pronto ai nastri di partenza, e se il buongiorno si vede dal mattino è auspicabile che tutto proceda nel rispetto dei ruoli senza prevaricazioni nell’ottica dello sviluppo del territorio.
Il coordinamento delle attività sarà a cura della Camera di Commercio Ct-Rg-Sr della Sicilia orientale, sede di Siracusa.

• Per il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona: «Un patto di responsabilità perché parte proprio da questo concetto, che tutti quelli che sono i rappresentanti, abbiamo definito degli stati generali di questa provincia, con grande senso di responsabilità rispetto a delle posizioni, a dei contrasti che ci sono stati fino adesso si metto insieme per guardare ad una nuova metodologia nel pianificare lo sviluppo socio economico di questo territorio che come sappiamo proviene da scelte che non sempre sono state dettate da una cognizione, conoscenza esatta dei fatti ma si è subito andati alle opinioni e quindi molte volte non dando la possibilità ad una scelta condivisa della cittadinanza perché la cosa principale è questa, la possibilità di verificare, di valutare i fatti che molte vengono sottoposti all’attenzione».

• Il sindacato è stato chiaro, Roberto Alosi della Cgil: «Il nostro è un territorio che soffre moltissimo ormai da troppo tempo, necessita di un poderoso cambio di passo sulle politiche economiche, di sviluppo e di crescita. Dal punto di vista di osservazione del sindacato abbiamo la necessità di ricentralizzare la cultura del lavoro che in questa provincia si è smarrita. Una cultura del lavoro che sia lavoro pieno, legale, legittimo, capace di diventare motore di sviluppo insieme alla capacità di attrarre investimenti e di produrre un’accelerazione della capacità di spesa di questo territorio. Mettere insieme intelligenze, idee, proposte, indicazioni in maniera sinergica non può che essere salutato positivamente, anche dalle organizzazioni sindacali con l’avvertenza assoluta di rendere quanto più concreto possibile e più rapido possibile la realizzazione di investimenti che permettono a questo territorio di riprendere lo sviluppo, l’occupazione e il benessere diffuso»

• L’avv. Corrado Giuliano, ambientalista è eloquente: «Il dott. Pianese e la Confindustria in questo hanno tentato e tentano la quadratura del cerchio. Mi sembra di grande coraggio questa iniziativa perché ad uno stesso tavolo ci si misurerà rispetto ai profili e allo sviluppo di queste aree. Certamente le associazioni industriali ha il più grande carico. Noi abbiamo dato in questi anni delle indicazioni che sono state spesso, io mi rendo conto, come dire, i pezzi di territorio da osservare, oggi siamo chiamati a cucire queste battaglie che si sono fatte, queste indicazioni, che si sono messe in moto con un progetto più complessivo. Certamente è una sfida per noi anche personalmente perché potremmo esserci, non esserci, riuscire a investire e quindi crescere in rispetto alle esigenze che sono sul tappeto. Certo, da una parte le bonifiche, dall’altra parte quello che è l’elemento dei beni comuni, quello del consumo del territorio, sono passaggi che interessano questo tipo di provincia e questo tipo di disegno del futuro. Lo voglio chiamare con un termine usurato, sviluppo, perché sviluppo mi sa di quantitativo, noi dobbiamo capire elementi di qualità che riescono a darci sia con la innovazione come benissimo questa mattina il dott. Pianese ha voluto indicare, sia dall’altra parte guardare alle varie risorse. Il turismo è quello sicuramente che in questo momento, rendendo paradossalmente Ortigia il polo di sviluppo, è quello che maggiormente ci preoccupa di quale maniera quantitativamente è stato sviluppato. Su questo non c’è dubbio che va fatto. L’associazione industriali ha dato un segnale che io mi porto appresso da qualche mese perché l’associazione industriali francese ha detto che nella stessa misura in cui si sono fatte una politica industriale va fatta una politica industriale del turismo. Non è possibile affidarla ad iniziative che possono essere corrosive di risorse, senza da una parte conservarle e dare al massimo la possibilità quindi sia per le generazioni attuali e il lavoro sia per le generazioni future di mantenere questi patrimoni».

• L’avv. Vittorio Pianese ha avuto parole di elogio per questo importante progetto di Responsabilità sociale: «La logica di questo patto fa si che siamo tutti sullo stesso piano. Non si è voluto dare la prevalenza a qualcuno di noi. Quaranta sottoscrittori, è un passo molto importante perché come diceva l’avv. Giuliano stiamo facendo un tentativo di essere tutti insieme. Cos’è il fatto innovativo, perché siamo passati attraverso tante esperienze, piani, tavoli del lavoro, e chi più ne ha più ne metta. Quello che è il fatto innovativo è che noi vogliamo partire da una base unificante e riteniamo che la base unificante siano i fatti distinti dalle opinioni. Cerchiamo per lo meno i quaranta sottoscrittori di raggiungere un momento unificante nei fatti. Poi le opinioni ci divideranno. Noi speriamo di arrivare al minor numero di divisioni possibili ma l’obiettivo è quello di far si che riusciamo a rendere questo territorio attrattivo per investimenti pubblici e privati perché quello che riusciremmo a proporre noi dovrà essere una cosa su cui non ci si spara più addosso, non ci si divide. Si cerca attraverso l’unione e la coesione di arrivare a presentare una realtà unita. Pensate il valore aggiunto di presentarsi sia alla comunità della società in genere, sia agli organi decisionali con situazioni che sono state condivise. In fondo, potrebbe essere un metodo nuovo da additare anche a chi sia interessato a investire nel nostro paese e di passare attraverso questo patto per validare la propria idea. Questa forse è un’utopia ma io credo alle utopie e lavoro per raggiungerle».

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