Salvare oggi la Borgata per salvare domani Siracusa

di Salvatore Maiorca

Salvare la Borgata per salvare Siracusa. Non può infatti che cominciare dalla Borgata un’azione di risanamento, di recupero, di rilancio per l’intera città.
Fa rabbia vedere la Borgata Santa Lucia nell’abbandono in cui versa ormai da anni. Tanti anni. E fa rabbia assistere a un intervento “larvale” di due consiglieri di circoscrizione che chiedono all’amministrazione di intervenire.
Ma intervenire come? facendo che cosa?
Il primo punto è far tornare alla Borgata la gente che se n’è andata e attrarne dell'altra. Ben sapendo però che oggi sarebbe impossibile ottenere un’altra legge speciale dalla Regione come avvenne per Ortigia. Innanzitutto perché non ci sono soldi in cassa. E poi perché, alla sola proposta di una legge speciale, chissà quanti altri Comuni la rivendicherebbero anche per sé. Con mille motivazioni.
Intanto perché salvare la Borgata? Innanzitutto perché si tratta del secondo nucleo storico della città. La edificazione ebbe inizio ai primi del Novecento grazie alla donazione di un vasto appezzamento di terreno da parte dell’avvocato e intellettuale Luigi Leone Cuella al Comune per la costruzione di case popolari. E a Luigi Leone Cuella è oggi intitolata la piazza dello stadio.
Seconda motivazione: recuperare un immenso patrimonio immobiliare, che aspetta solo di essere risanato, restaurato, vissuto, con un reticolo viario assolutamente ampio, ortogonale, regolare.
Terza motivazione: salvare ll Liberty di Siracusa che alla Borgata si concentra.
Ci aveva già pensato la giunta Fatuzzo, con una bozza di piano regolatore che bloccava l’espansione urbana e incentivava il recupero della Borgata.
Poi le successive amministrazioni vollero l’espansione: per dare le aree alle cooperative, si disse; e su quei terreni qualcuno si arricchì.
Per le cooperative invece, secondo le scelte sagge della giunta Fatuzzo, si sarebbero potuti prevedere accorpamenti di edifici da recuperare in Borgata, anche attraverso convenzioni Comune-Iacp. Si sarebbe così evitato di dilatare a dismisura il tessuto urbano e portare in periferia servizi costosi (acqua, fognatura, luce, telefono, rimozione rifiuti, trasporto pubblico, e via discorrendo) che poi non sono stati portati quasi per niente.
L’abbandono di quel piano ha sancito l’abbandono della Borgata. Ora non rimane che l’iniziativa dell’amministrazione comunale per salvare la Borgata. Ma di un’amministrazione comunale che si rispetti.
Si dice: non ci sono fondi. Ebbene, allo stato attuale, senza popolazione e senza attività economiche di alcun genere, dalla Borgata il Comune non incassa un soldo. E allora continui a non incassare, ma deliberando incentivi per i residenti e per nuovi insediamenti abitativi, artigianali, commerciali. Per esempio l’esonero dagli oneri di urbanizzazione per ristrutturazioni immobiliari, restauri, sopraelevazioni. E ancora l’esonero dalle tasse di affissione e dalla Tasi e dalla Tari e da tutti i balzelli comunali, che sono ormai tanti e tanto pesanti, per i residenti e per i nuovi insediamenti in immobili da recuperare.
Si aggiunga la presenza di qualche vigile urbano, la puntuale pulizia delle strade, tutto quel che una civile amministrazione comunale oggi può (e deve) dare.
Si aggiunga il ritorno del famoso dipinto del Caravaggio, il Seppellimento di Santa Lucia, nella sua sede originaria: la basilica di Santa Lucia fuori le mura.
Incentivi del genere sarebbero oggi a costo zero per il Comune. Per il semplice fatto che senza residenti e senza attività economiche non c’è imponibile e quindi non ci sono imposte da esigere. Tra qualche anno invece, funzionando gl’incentivi, rinnovandosi il tessuto abitativo ed economico, qualche cespite imponibile potrebbe ricostituirsi. E si potrebbe tornare a una situazione di normale fiscalità comunale e riportare qualche soldo nelle esangui casse del Comune.
Si tratta di ragionamenti di una logica quasi elementare. Ma per farli si richiede buon senso e lungimiranza. Merce diventata rara nella politica di oggi. Recuperando buon senso e lungimiranza si potrebbe forse recuperare anche una migliore qualità della vita. E non soltanto per la Borgata ma anche per tutta questa città disastrata.
Quelli indicayti sono i provvedimenti fondamentali per una rinascita vera e completa della Borgata. E non richiederebbero nemmeno gran che di procedure. Basterebbe appena una delibera del Consiglio comunale.
rattanto però non sarebbero niene male delle iniziatie per offrire delle attrattuve: una mostra, mercatini, una festa: non solo quella di Santa Lucia.

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