Il convegno Anffas: Disabilità e dopo di noi,  il punto sulla Legge 112/2016 e la sua applicazione

Il complesso tema riguardante la categorie delle persone disagiate è stato oggetto di un incontro organizzato dall’Anffas Siracusa che si è tenuto presso il salone dell’istituto Sant’Angela Merici; erano presenti rappresentanti dell’Asp, del 3°settore, associazione di volontariato, l’assessore alle Politiche Sociale del Comune di Siracusa, avv. Giovanni Sallicano e la dirigente responsabile delle opportunità di lavoro nelle pubbliche amministrazioni: Graziella Zagarella.
Il convegno è stata l’occasione affrontando un tema molto sentito, quale quello dell’inserimento nella società delle persone disagiate e con disabilità intellettiva, senza sostegno familiare.
Nell’intenzione degli organizzatori si vuole chiarire sia al pubblico che agli addetti ai lavori la portata della nuova normativa, sia per le nuove risorse economiche messe a disposizione (per il vero almeno inizialmente molto limitate) sia e soprattutto per i principi informatori della norma che mediante importanti agevolazioni fiscali e coinvolgimento di risorse private e del terzo settore realizza una svolta significativa verso la soluzione dell’annoso problema del “dopo di noi”.
In primo piano le finalità dell’istituito “Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, che intende attivare e potenziare programmi di deistituzionalizzazione e di domiciliarietà in realtà abitative che riproducano le condizioni della casa familiare in composizioni minime (massimo 5 unità) che presentino un contesto di vera famiglia, realizzando programmi individuali temporanei di preparazione al distacco dalla famiglia originaria e di accrescimento delle competenze per il maggior livello di autonomia possibile.
Sotto altro profilo, ma non secondario, si intende rimarcare, ai fini del raggiungimento dell’obiettivo principale, il coinvolgimento, su un piano di assoluta convergenza e sussidiarietà, della regione, degli enti locali, degli enti del terzo settore e non ultimi dei privati, singoli o in gruppi finalizzati, nell’attuazione degli interventi fattuali che si renderanno necessari.
Ci si attende, in conclusione, che da un’attenta esplorazione della nuova normativa, integrata dai più recenti provvedimenti assunti dal Governo nel gennaio di quest’anno in materia di livelli essenziali di assistenza socio sanitaria, emerga un quadro preciso delle risposte che il sistema possa oggi offrire ai bisogni della disabilità grave, contribuendo per tale via da un lato a sdrammatizzare l’ansia delle famiglie e, dall’altro a offrire al grande pubblico una più aggiornata chiave di lettura dei problemi che concernono il disabile e delle possibilità di condividerne solidaristicamente i percorsi di vita.
«L’argomento di discussione a questo convegno organizzato dalla Anfass, l’associazione nazionale famiglie di persone con disabilità è la nuova normativa che è stata introdotta dalla legge 112 del 2016 poi modificata dalla legge 117 del 2017, questa normativa così detta “dopo di noi”, riguarda l’assistenza a persone con disabilità grave prive di assistenza familiare o che a mano a mano con l’avanzare dell’età si ritrovano prive di assistenza familiare – lo afferma l’avv. Giovanni Sallicano, assessore alle Politiche sociali al Comune di Siracusa -.
«Pone al centro dell’attenzione non le istituzioni, non il problema, se di problema si può parlare, ma è un superamento di questa concezione pone al centro della propria indagine, del proprio intervento, le persone con disabilità, persone con disabilità che non significa persone che hanno qualcosa in meno, sono persone con diritti come li abbiamo tutti, sono persone che hanno la dignità come l’abbiamo tutti.
La traccia lungo la quale è stata pensata è quella delle disposizioni Onu, dell’art. 19 dalla convenzione che è legge dello stato, la costituzione che pone al centro la difesa e la tutela dei diritti e soprattutto il dovere della solidarietà che non è lasciata alla benevolenza dello stato del cittadino ma è un dovere vero e proprio, un diritto per chi presenta la necessità di essere supportato, prosegue Sallicano. «Questo pone al centro, dicevamo, la persona che è portatrice di queste disabilità e non è soltanto una petizione di principio, non sono principi enunciati tanto per farsi belli, ma se si legge il testo si vede anche che ci sono dei fondi a disposizione che dal 2018 in poi ammontano a circa 56milioni di euro, per cui vi è un intervento fattivo, è necessitato, è doveroso. Gli atti di queste misure comincio dal Ministero, le regioni hanno le loro responsabilità, l’Asp è il fulcro di tutto l’intervento e non ultimi le politiche sociali dei comuni che io oggi rappresento quale assessore alle politiche sociali, di un Comune che si trova all’avanguardia sia per sensibilità sia per senso di dovere, conclude l’avv. Sallicano. «Già alcune misure che sono previste come novità da questa legge già il Comune di Siracusa le applica da tempo ed è costantemente sul territorio e attento perché questi diritti e questa dignità delle persone che hanno questa disabilità possono essere sottolineate e salvaguardate».

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