Regionali, senza strategie il Pd tracolla con gli alleati

Una vittoria incisa centrodestra unito, a trazione Forza Italia, che è il primo partito della coalizione. Giancarlo Cancelleri, aspirante governatore del Movimento 5 Stelle, si ferma al 34,6%, un plebiscite nella provincial di Siracusa, Di concerto c’è anche il tonfo della sinistra, come confermato dai dati, per il Pd e Fabrizio Micari è stata una vera débâcle. Al rettore dell'Università di Palermo va il 18,6% dei voti. Col 6,1% Claudio Fava, appoggiato da Mdp, fa addirittura peggio. E, sebbene si tratti di elezioni regionali, la tendenza tracciata non è di poco conto considerando l'importanza della partita. Tutti ora guardano a Siracusa per le amministrative e alle politiche del 2018.
«Dopo il risultato disastroso fatto registrare dal Partito democratico, sia a livello regionale che provinciale, il segretario regionale Fausto Raciti e il segretario provinciale di Siracusa Alessio Lo Giudice dovrebbero dimettersi, lo afferma Giancarlo Garozzo, componente direzione nazionale PD. «E con loro dovrebbe fare una seria riflessione anche Matteo Orfini che in piena campagna elettorale, invece di venire in Sicilia per sostenere la candidatura di Fabrizio Micari a presidente della Regione ha pensato bene di recarsi a Carlentini per fare cosa? Costituire l’area Orfini. Viene da ridere ma la cosa è tristemente seria.
«Resto basito e fortemente perplesso davanti agli atteggiamenti tenuti da questi tre personaggi, Raciti, Lo Giudice e Orfini, prima, durante e dopo la campagna elettorale per le regionali.
«Il segretario provinciale Lo Giudice, il giorno dopo le elezioni dirama un comunicato stampa di pura retorica per redarguire personalità varie quasi a voler attribuire loro i risultati ottenuti dal partito in provincia, farfugliando di regole e di statuto, prosegue il sindaco Garozzo.
«Ritengo che l’unica cosa gli resti da fare sia dare le dimissioni anche perché è del tutto ingiustificabile e squalificante per chi si definisce segretario, come appunto Lo Giudice o lo stesso Raciti recarsi a Carlentini, in piena campagna elettorale, insieme a Matteo Orfini, leader nazionale del Pd per costituire l’area Orfini. Un’azione questa, volta non a sostenere la candidatura di Fabrizio Micari ma a rendere merce di scambio i voti della zona Nord della provincia. Voti che poi saranno determinanti per uno dei candidati della lista del Pd, vicino ovviamente a Raciti. Senza contare la presa in giro fatta a un intero territorio promettendo una candidatura alle nazionali e regalando illusioni prive di qualunque concretezza, continua Garozzo.
«Se dirigenti provinciali, regionali e nazionali si comportano in questa maniera e si prestano a queste operazioni di basso cabotaggio è chiaro a tutti che il Pd non c’è più.
«Il risultato fallimentare registrato alle elezioni regionali è da attribuire in larga parte proprio a Raciti che ha gestito in maniera scomposta tutto il percorso verso le elezioni, dalla stesura delle liste al metodo per scelta del candidato presidente. Questo fa di lui l’artefice e l’attore principale del disastro del Pd, conclude Garozzo.
«Questi personaggi e i loro atteggiamenti sono uno dei motivi che hanno spinto tante persone che credevano nel Pd ad allontanarsi dal partito, a scegliere di non votarlo, a consegnare la nostra regione nelle mani del centrodestra.
A mio avviso l’unica cosa che possono fare e rassegnare immediatamente le dimissioni».

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