Promossa la squadra ma bocciate le maglie

Di fronte ad una folla inferiore all’attesa, rimpolpata comunque da gente del quartiere richiamata dallo spettacolo, si è svolta l’attesa manifestazione di presentazione del Siracusa che ha visto la presenza di tutti i vertici della società, con la sola eccezione del direttore sportivo, Antonello Laneri, impegnato fuori sede in operazioni di mercato. Diciamo subito che la manifestazione, diversa da quella abituale, allorché la presentazione avveniva al Palazzo di Città, è stata tutto sommato ben curata perfino nei particolari e anche ben condotta e di discreto impatto spettacolare. E pur considerando che un applauso non si nega ormai a nessuno, la presentazione dei giocatori è stata sottolineata dai consensi generali che hanno toccato il top del gradimento quando nella piazza sono risuonati i nomi di Emanuele Catania, di Marco Turati e di Nicola Mancino. Il gradimento per la manifestazione è sceso però di parecchie linee alla presentazione delle tre maglie che pur piacendo possibilmente alle giovani leve del tifo aretuseo non hanno incontrato il favore dei vecchi sportivi più legati alle antiche tradizioni. Bene accette anche le parentesi di spettacolo che hanno costellato la manifestazione. Qualche perplessità è tuttavia affiorata fra gli sportivi presenti allorché si è diffusa la notizia dello slittamento di un giorno nella formulazione del calendario. E’ accaduto infatti che mentre la Triestina ha accettato le ragioni della Lega di non poter accettare per motivi numerici la sua domanda di ripescaggio, il Rende, anch’esso aspirante alla concessione del ripescaggio, ha fatto invece ricorso al Coni. E poiché per questioni geografiche, in caso di accoglimento del ricorso la squadra calabra andrebbe inclusa come 19ª partecipante nel girone C, il calendario dovrà tenerne conto, la sua composizione prevista per giovedì è stata rimandata al giorno successivo. Si ripete quindi il tormentone abituale che un anno ha un nome e l’anno successivo un altro, lasciando immutata la sostanza dell’incertezza e del disordine che finisce col creare. Come sono lontani i tempi i cui le decisioni federali non venivano lontanamente discusse, per rispetto verso l’equilibrio con cui erano state prese.
Armando Galea

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