Progetti nell’area marina protetta del Plemmirio, insorgono gli ambientalisti

In piena area protetta del Plemmirio è stato consentito realizzare un solarium, un pontile ed altri progetti avviati tra Terrauzza e altri varchi dell’area marina del Plemmirio. A riportare l’attenzione ed avanzare dubbi sui lavori sono le associazioni ambientaliste. Corrado Giuliano per il Comitato Parchi che ha promesso battaglia sul progetto della «Yota» che sta realizzando un pontile di circa 260 metri quadrati ed un solarium nell’ex area della Tonnara di Terrauzza, all’altezza del varco 21. «Ci troviamo in piena Area marina protetta – ha spiegato Giuliano – in una zona di riserva e non comprendiamo come sia stato possibile autorizzare lavori che possono modificare l’originario stato di questi luoghi. Vogliamo andare avanti per verificare la legittimità degli interventi e per questo chiederemo l’accesso agli atti in Procura».
Secondo il Comitato Parchi nel corso di un sopralluogo effettuato dall’Ufficio tecnico comunale con i carabinieri sarebbero stati riscontrati ampliamenti non previsti di alcune unità ricettive e ricreative, con configurazioni di sagome diverse da quelle rappresentate negli elaborati grafici, oltre a coperture parzialmente difformi ai progetti, e la realizzazione di una struttura abitativa non indicata nella dichiarazione di inizio attività. «Abbiamo sollecitato noi controlli sia a Sovrintendenza che al Comune – ha specificato il presidente del Consorzio dell’Area marina protetta del Plemmirio, Sebastiano Romano – e nell’ambio delle nostre competenze abbiamo accompagnato i carabinieri nel sopralluogo effettuato in cantiere. Da questo ne è sfociata un’indagine in corso che è al vaglio della Procura». Due sono i progetti per riqualificare Terrauzza. Due i progetti per accogliere turisti e bagnanti. Uno riguarda l’ex «Sporting club» a ridosso di via della Gondola. La dichiarazione di inizio attività è stata presentata nel 2009, il Comune diffidò l’impresa a iniziare le opere. Dopo una serie di condizioni dettate, e accettate, l’ufficio Urbanistica ha poi revocato la diffida. Ma a seguito di un esposto presentato a marzo del 2014, si è registrato un sopralluogo dell’ufficio tecnico.«Al momento – ha riferito l’ingegnere capo del Comune, Natale Borgione – non esiste un blocco dell’attività».
Esiste poi un altro progetto presentato dalla «Yota», un analogo intervento sempre in zona Plemmirio sul varco 27. Questi progetti rientrano tra i finanziamenti per le imprese del settore turistico-alberghiero siciliano a cui nel 2013 è stato dato il via libera, con un decreto firmato del dipartimento per le Attività produttive attraverso fondi «Fesr» per un importo di 9 milioni di euro, con la «Yota», che è stata una delle 111 imprese ammesse ai contributi regionali.

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