Premio Pisano Baudo XXIII edizione al prof. Paolo Giansiracusa

Giunge alla ventitreesima edizione il Premio Pisano Baudo che ogni anno insignisce studiosi, ricercatori, personaggi illustri nel panorama culturale che si sono contraddistinti per l’impegno con cui hanno contribuito a divulgare e valorizzare la conoscenza del patrimonio archeologico e monumentale di Lentini. La cerimonia si è tenuta nel pomeriggio di Venerdì 24 Novembre nella sala conferenze del Sant’Alphio Palace Hotel a Lentini, dove l’Archeoclub, nella persona del Presidente Pippo Cosentino, con il patrocinio del Comune, ha conferito il riconoscimento al Prof. Paolo Giansiracusa, storico dell’arte, docente universitario ordinario, titolare della prima cattedra di Storia dell’arte dell’Accademia di belle arti di Catania, ex componente del Consiglio Regionale dei Beni Culturali della Regione Sicilia, studioso e ricercatore che vanta la pubblicazione di numerosi volumi d’arte, direttore dei Quaderni del Mediterraneo, curatore di numerose mostre storiche e di rassegne d’arte per conto di musei e spazi espositivi italiani e stranieri, ex Assessore, fondatore dell’Accademia di Belle arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa. L’evento si apre con i saluti da parte del Presidente dell’Archeoclub, il quale, dopo aver debitamente sottolineato l’importanza dell’attività che svolge l’associazione in sinergia con enti quali il FAI, incalza con orgoglio menzionando l’ottenimento di un finanziamento di quindicimila euro per il recupero della Chiesa Rupestre del Crocifisso e ringrazia la palmares di personalità illustri premiate nelle passate edizioni che siedono in una sala gremita. A questo punto il Presidente introduce il Prof. Giansiracusa, avvalorando quello che sarà il successivo momento della premiazione con la lettura di un curriculum vitae degno di nota. Le foto sono d’obbligo. Prende parola l’Assessore Alessio Bufalino in qualità di rappresentate dell’amministrazione e, con dimestichezza, loda la vivacità della città di Lentini, culla fervente, oggigiorno, di numerose iniziative e manifestazioni; sottolinea l’importanza delle capacità dei Presidenti che si sono succeduti in capo all’Archeoclub nel coltivare l’“osservazione della bellezza” e infine ringrazia il Prof. Giansiracusa per il suo operato, per la sua grande capacità di raccontare ed affascinare gli altri, qualità indefettibile per chi opera nella promozione della cultura dato che persino lo sviluppo turistico deve necessariamente essere corroborato dallo studio sapiente del territorio, dall’opera scientifica per la sua divulgazione.
Dopo degli interventi fuori programma da parte della Dott.ssa Musumeci e di alcuni dei personaggi illustri premiati nelle scorse edizioni, prende parola il Prof. Giansiracusa e tiene una lectio magistralis sul periodo della Controriforma, tematica che lo vede impegnato negli studi ed approfondimenti condotti negli ultimi due anni grazie al sostegno dell’amministrazione del Comune di Troina. Lo storico accompagna il pubblico in un viaggio attraverso una panoramica di alcuni dipinti di artisti, esponenti del periodo in questione (seconda metà del XVI secolo), fortemente influenzati dagli indirizzi sviluppati a seguito del concilio di Trento. Apre le fila il Ritratto di Paolo III Farnese di Tiziano Vecellio, recentemente acquisito dal Comune di Troina, che si pone in netta contrapposizione con la maniera “anchilosata” utilizzata nei ritratti papali da Raffaello: da questo momento, spiega il Professore, l’osservatore diventa parte integrante dello spazio iconografico, i soggetti che vengono rappresentati dialogano con l’esterno e vengono raffigurati in una linea terrena che rompe con gli artefici pomposi rinascimentali dell’eliminazione delle curve del cielo; la pittura viene posata sulla tela senza grosse sovrapposizioni cromatiche che rendano sorda la superficie, è una pittura immediata, è la scelta di sfruttare l’arte come veicolo di un messaggio che sia diretto e comprensibile a tutti. Si prosegue con il ritratto di una nobildonna (1455) che si scoprirà, a seguito di perizia, essere Lavinia, figlia dello stesso Tiziano; seguono le opere di numerosi autori, tra i quali Gherardo delle Notti, Fra Semplice da Verona, Rubens, la Canestra di frutta di Caravaggio, primo esempio di natura morta nel quale viene bandita la plasticità dell’essere che viene ora ritratto nella sua caducità, senza imbellettamenti, fedele alle sue vibrazioni ed al suo divenire. Terminato l’excursus, la platea resta ancora rapita in religioso silenzio, dopo i dovuti applausi, riprende parola il Presidente Cosentino e nel salutare e ringraziare gli ospiti, omaggia con dei doni la Prof.ssa Barone ed i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Lentini che si sono occupati dell’accoglienza in sala.
Clara Navarra

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