«Parco degli Iblei» dei misteri arriva il primo stop da Noto

di Giuseppe Bianca

La misteriosa vicenda del Parco degli Iblei, sollevata dal presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, lo scorso giovedì, al quale Libertà ha dedicato l’apertura di prima pagina, inizia ad avere i primi risvolti importanti nella disamina dei possibili contenuti «calati dall’alto» dalla Regione e dalla poca trasparenza e della poca divulgazione della notizia, la quale aveva lasciato tutti perplessi, come un progetto così importante potesse passare agli occhi delle istituzioni e della opinione pubblica sottobanco nascondendo chissà quali interessi oscuri e/o presunti affari poco chiari e soprattutto non rispondendo alle esigenze e ai progetti territoriali. L’amministrazione di Noto ha rigettato tale progetto calato dall’alto, nel quale il Comune avrà la maggior parte di territorio inserito al suo interno.
«Oggi, per quel poco che sappiamo, stiamo parlando di una vasta porzione del comprensorio degli Iblei che interessa le province di Catania, Siracusa e Ragusa per una estensione di territorio di circa mille e cinquecento chilometri quadrati, terzo per estensione in Italia. Per la nostra provincia riguarda il 45% dell'intero territorio – affermava nella nota di giovedì scorso, il presidente Diego Bivona.
«Quali specificità naturalistiche ed ambientali, quanti ecosistemi di tutela insistono nell'area che già non sono vincolati e tutelati da Sic Sin, Rno, Zps, etc. nel territorio di cui parliamo? - s’interrogava Bivona -. Esiste uno studio dettagliato di tutto questo? Vorremmo poi capire se c'è e qual è il progetto di valorizzazione di questa vasta area, come si intendono mantenere e sviluppare le attività imprenditoriali, agricole, alimentari, zootecniche, turistiche, quali le ricadute economiche complessive in termini di crescita reale per la nostra provincia . E’ stato fatto un piano economico- finanziario di gestione del parco? Continuava il presidente di Confindustria Siracusa Bivona.
L’amministrazione attiva di Noto ha bocciato il piano con cui la Regione prevedeva di istituire il Parco degli Iblei. La giunta netina lo ha fatto producendo cinque osservazioni sulla documentazione inoltrata nei giorni scorsi sulla perimetrazione del Parco, sottolineando l’importanza di una scelta condivisa e presa in sinergia con chi vive il territorio, chiedendo anche maggiore attenzione su scelte che, una volta prese, potrebbero avere importanti risvolti sul tessuto economico del territorio.
La costituzione del Parco degli Iblei è un grande valore aggiunto per tutto il territorio dove sarebbero coinvolte le province di Siracusa, Catania e Ragusa, ma il Comune di Noto è assolutamente contrario alle brusche accelerazioni e alle approssimazioni. Per questo ritiene sia necessario aggiornare la documentazione a corredo della perimetrazione e, soprattutto, completare le indagini necessarie alla stesura del progetto. Allo stesso tempo, però, è opportuno fare una ricognizione su quello che già esiste e verificare che eventuali domande a valere sui fondi Psr 2014/2020 non vengano di colpo cancellate per evitare che investimenti finanziati diventino irrealizzabili. Poi a lavoro completo si dovrebbero coinvolgere i portatori di interesse e giungere, così, alle decisioni finali. Tra queste, da non sottovalutare, bisogna fare chiarezza sulla gestione del nuovo Parco e che non può prescindere dalla presenza attiva delle amministrazioni comunali coinvolte.
Appare chiara, dunque, la volontà del comune di Noto di recitare una voce importante nell’iter che porterà alla costituzione del Parco degli Iblei. Anche perché sarà il comune che avrà la maggior parte di territorio inserito al suo interno. Anche per questo qualche settimana fa il forum locale di Agenda 21 si era riunito per valutare eventuali proposte da sottoporre alla Regione in sinergia col comune.
Provando a riassumere le osservazioni approvate dalla giunta, appare evidente la sensazione del mancato coinvolgimento nelle scelte, almeno fino ad adesso, dei cosiddetti portatori di interessi, ovvero gli stakeholder pubblici e privati, che operano in zona. Per questo non piace l’attuale proposta di perimetrazione che viene definita letteralmente «calata dall’alto» e in cui non sarebbe previsto l’inserimento della zona costiera, di aree protette e delle riserve naturali, ritenute inscindibili dal Parco.
La proposta è da «respingere e annullare» anche perché «carente nel merito»: ci sarebbero troppe scelte non condivise e altre troppo azzardate.

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