Omicidio Leone, interrogatorio ad un 45enne siracusano

Continua l’inchiesta sull’omicidio di Elvira Leone, la 73 enne insegnante dell’istituto Nautico di Siracusa, uccisa nell’aprile del 2014 nel suo appartamento di piazza della Repubblica. Ieri si è sottoposto all’interrogatorio il 45enne siracusano, iscritto al registro degli indagati insieme con altri due siracusani, perché sospettato della morte della professoressa. L’uomo, che ha precedenti penali, si è sottoposto alle domande del sostituto procuratore generale Antonio Nicastro, che sta coordinando l’inchiesta sull’uccisione della docente in pensione. Assistito dall’avv. Junio Celesti, l’indagato ha declinato ogni responsabilità rispetto alla specifica contestazione, rigettando l’ipotesi di un suo pur minimo coinvolgimento in quell’episodio di quasi 4 anni fa. Il pm Nicastro ritiene che i 3 siracusani abbiano agito nel tentativo di consumare un furto nell’appartamento dell’anziana, che qualcosa sia andato storto e che poi ci sia stata una colluttazione con la padrona di casa, finita a colpi di abat-jour. Il 45enne ha detto di non avere mai avuto alcun rapporto con la professoressa Leone, che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Ris di Messina, avrebbe aperto la porta di casa alle persone che poi l’hanno uccisa. Rispetto agli altri due coindagati, l’uomo ha detto di non conoscerli bene e, comunque, di non avere avuto alcun contatto. Gli altri 2 siracusani che hanno ricevuto l’avviso di garanzia non hanno inteso sottoporsi ad alcun interrogatorio davanti al pubblico ministero anche se, attraverso i legali difensori, hanno fatto sapere di non c’entrare nulla con la vicenda della professoressa Elvira Leone. Le 3 persone sulle quali dalla fine di novembre si è concentrata la lente d’ingrandimento degli investigatori, sono sospettati di avere avuto un ruolo in quella barbara uccisione.
“Una convergenza di dichiarazioni ci ha indotto a sospettare di queste tre persone sulle quali stiamo indagando in maniera decisa”, ha avuto modo di ribadire il pm Nicastro, che si limita a confermare alcune indiscrezioni che giravano negli ambienti giudiziari fermandosi però a questa soglia. “Manteniamo il più stretto riserbo sul proseguo delle indagini – dice il magistrato – vista la delicatezza della situazione e la nostra determinazione a dare nomi e volti a coloro che hanno assassinato la professoressa Leone”.
L’ipotesi che viene avanzata in questo frangente è che l’omicidio sia da inquadrare nell’ambito di un tentativo di furto, scoperto dalla stessa donna che poi, nel tentativo di resistere ai malviventi, è stata affrontata dai più aitanti ladri per essere finita evitando, in tal modo, il rischio di essere riconosciuti dalla vittima.
Uno scenario nuovo, quindi, si prospetta attorno al mistero della morte di Elvira Leone, per il quale il pubblico ministero Nicastro ha convocato una riunione operativa con i carabinieri che dal primo giorno si stanno occupando del caso. L’obiettivo è quello di mettere insieme ogni tessera del puzzle finora raccolti in questi quasi 4 anni di indagini su svariati fronti. Prima della villetta dell’Arenella, l’attenzione degli inquirenti si era concentrata su un’impronta trovata sul luogo del delitto. Il Dna rinvenuto dagli esperti del Ris di Messina è stato a suo tempo trasmesso ai loro colleghi di Roma per la comparazione alla banca dati nazionale. Dalle indiscrezioni trapelate, l’impronta, sarebbe riconducibile a una persona di sesso maschile, e sarebbe stata trovata sull’abat-jour nel salotto dell’appartamento della vittima.

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