Nuovo ospedale, Lorenzin: «Sono pronta a rifinanziare il progetto»

di Giuseppe Bianca

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ieri pomeriggio a Siracusa ha partecipato ad una convention di Alternativa popolare, è stata l’occasione per il rappresentante dell’esecutivo nazionale di accendere i riflettori sulla sanità in provincia e in Sicilia.
Un’occasione di confronto con il ministro sul rifinanziamento del nuovo ospedale di Siracusa che è sempre l’obiettivo principale per il nostro territorio. Un progetto certamente ambizioso che riguarda tutta la provincia aretusea e che finalmente potrà dare la possibilità ai nostri medici di potersi confrontare con una struttura nuova, che darà la possibilità di utilizzare strumentazioni all’avanguardia, dal momento che le nostre sale operatorie sono troppo an- guste e non in grado di rispondere alle necessità che richiede una medicina moderna. Non bisogna sottovalutare il fatto che l’ospedale Umberto I è stato realizzato negli anni Trenta e non è una struttura antisismica.
- Ministro Lorenzin. in Sicilia quest’anno si è dato corso alla rete ospedaliera, il piano socio sanitario e l’avvio alle assunzioni. Ma la cosa più importante è il nuovo ospedale di Siracusa…
«Come sempre non tutti possono essere contenti, ma la rete non è stata resa per fare contento qualcuno, ma per fare in modo che ci fosse una rete nazionale che rispondesse alle esigenze obiettive del territorio e potesse garantire la giusta assistenza. Ciò vuol dire che se una persona si sente male e ha un ictus o un infarto, entro la “golden hour” vieni portata in un posto dove ha il massimo e il top delle prestazioni che possono essere date in Sicilia come in un’altra regione, sono questi gli obiettivi che noi dobbiamo avere, così come posti orari territoriali, aumentare i livelli essenziali di assistenza dove la regione Sicilia è ancora indietro e quindi sarà un lavoro enorme da fare nei prossimi anni e soprattutto lavorare sulla prevenzione. Queste sono le tre cose che bisogna calcare la mano. Ma se non c’era prima la struttura, l’impalcatura, chi fa che cosa, come si organizzano le reti, la rete per il cancro, e quindi registri come in questa città che finalmente è stato fatto e tante altre cose che poi alla fine rimane tutto sulla carta e la gente non viene a farsi curare»
- Nel contesto dobbiamo citare il piano socio sanitario che dopo 10 anni finalmente ha visto la luce in Sicilia.
«Guardi, la socio assistenza va di pari passo con l’assistenza sanitaria perché se noi non curiamo le persone quando escono dall’ospedale, non riusciamo a seguirle a casa, non gli garantiamo nel loro contesto di comunità la giusta assistenza, penso soprattutto ai malati cronici e le persone anziane, questi ritornano in ospedale. L’ospedale si affolla e non funziona, un malato come quello trattato in ospedale costa 3-4000 mila euro al giorno, trattato a casa costa 300-400 euro e voi immaginate questo per migliaia di persone oltre al fatto che stare nella propria abitazione e avere un’assistenza sicuramente è molto meglio per chiunque piuttosto che stare in un ospedale
- Ministro si è dato il via all’assunzione di oltre 5000 posti di lavoro ma sono insufficienti…
«Innanzi tutto, prima vediamo di fare i concorsi e di assumerli tutti e vediamo come lavorano, poi bisogna tornare alla cosa fisiologica. Cioè noi abbiamo fatto lo sblocco del turnover in base non solo al fondo, ma al fatto di aver designato un nuovo modello per i fabbisogni, ma proprio come equazione che mette insieme le persone che vanno in pensione, si valuta la rete ospedaliera, quindi se tu hai un ospedale che ha la rianimazione, il rianimatore, non ha bisogno dell’ortopedico, quindi per essere semplici e quindi sono stati fatti i concorsi in base a questo. Uscire fuori dall’eccezionalità significa che mano a mano, ogni numero di anni, che si laureano le persone e si specializzano, si fanno i concorsi per assumere le persone di cui hai effettivamente bisogno e con modalità meritocratiche. Io lo dico in questa Regione fare meritocrazia non è impossibile, e lo si vede perché dove c’è un posto, dove c’è uno bravo primario, un bravo direttore sanitario, un bravo direttore generale, quell’ospedale funziona benissimo. Se mettiamo gente inadatta l’ospedale non funziona e la gente non ci fa e quindi rimane un posto dove dare lavoro, ma dove non vanno i pazienti. Questa è la sanità che non vogliamo, io voglio una sanità che funziona a servizio dei cittadini con bravissimi professionisti che in questa terra ci sono, non bisogna andarli a prendere all’estero. In Sicilia ci sono bravi manager, ci sono bravi medici, infermieri, dobbiamo dargli la possibilità di lavorare».
- Il territorio di Siracusa soffre di carenza sanitaria cronica. Naturalmente l’on. Vinciullo si sente sempre dibattuto e sollevato sempre la problematica relativa al finanziamento per ottenere un nuovo ospedale a Siracusa.
«Vinciullo il finanziamento lo aveva ottenuto, e che poi non c’è stata l’aera, la gara e via dicendo. Io ho già detto all’onorevole, l’abbiamo già detto al ministero, ho avuto un caso simile in Piemonte. Le risorse le rifinanziamo, l’importante che ci sia la possibilità di partire finalmente e vederlo realizzato però oggi fare un ospedale di media intensità, ci voglio due anni, ma due anni massimo, fatto perfetto, chiavi in mano, anche con i macchinari dentro. Quindi trovate l’area che il resto arriva.
- Quindi è un impegno Ministro Lorenzin…
«Io l’impegno lo avevo già mantenuto, adesso tocca alla città di Siracusa».

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