Michele Cianchino ai domiciliari sarebbe affetto da crisi nervose

Michele Cianchino, indicato dai magistrati della Dda di Catania esponente del clan Bottaro-Attanasio di Siracusa, è tornato ai domiciliari per motivi di salute, come disposto da tribunale di sorveglianza di Catania, che ha accolto il ricorso presentato dal legale dell’indagato, Antonio Lo Iacono. Cianchino coinvolto nell’ambito di una operazione antidroga, i magistrati gli avevano inizialmente revocato la custodia in carcere perché ad un controllo di polizia il soggetto non era stato trovato a casa.
Cianchino soffrirebbe di crisi nervose che la detenzione in carcere potrebbe acuire e così ha fatto rientro nella sua abitazione. L’uomo, poco più di una settimana fa, è stato condannato, insieme ad altre sei imputati, dai giudici della Corte di Appello con l’accusa di estorsione ai danni di un autosalonista siracusano, Marco Montoneri. Ha rimediato una condanna a 5 anni di reclusione mentre in primo grado il gup aveva avuto una mano più pesante, comminando una pena pari ad 8 anni di carcere. Una vicenda che avrebbe coinvolto altri presunti esponenti della cosca siracusana, capace di gestire, in totale autonomia, tutti i traffici illeciti, dalla droga fino alle estorsioni. Ma Cianchino non era ai domiciliari per quel pizzo al commerciante quanto per una storia di droga: nella sua abitazione, nel Natale del 2014, nel corso di un blitz i carabinieri della Compagnia di Siracusa trovarono circa mezzo chilo di cocaina. In quell’occasione, l’indagato riuscì a scappare ma furono tratte in arresto tre persone, poi scagionate dallo stesso Cianchino, che, per parecchio tempo, fece perdere le sue tracce. Fu scovato, grazie ad alcune intercettazioni telefoniche, a Nichelino, un piccolo paese in Piemonte, popolato da molti siciliani. I carabinieri della stazione del posto, insieme ai militari del comando provinciale di Siracusa, scovarono il latitante che fu acciuffato e poi arrestato. I suoi problemi di salute sarebbero emersi da li a poco.
e così il tribunale di sorveglianza di Catania decise di disporre per il
presunto spacciatore di droga gli arresti domiciliari.

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