L’ex questore Pappalardo è il commissario del Comune di Priolo

Il presidente della Regione ha nominato l’ex questore Tuccio Pappalardo, catanese, 70 anni alla guida del Comune di Priolo. Si insedierà all’inizio della prossima settimana e subentra al sindaco Antonello Rizza dimesso dall’in- carico in seguito all’indagine avviata dalla procura di Siracusa e denominata «Res publica» dello scorso ottobre, e sottoposto al divieto di dimora a Priolo. A reggere fino a ieri le attività amministrative era stato il vicesindaco, Santo Gozzo e la giunta comunale, composta da Salvatore Auditore, Ester Spina e Giusi Marino che in questo modo decadono dagli incarichi.
Tuccio Pappalardo è un dirigente generale della polizia in pensione. Ha diretto prima la Squadra mobile di Catania, la sua città natale, e successivamente la Criminalpol della Sicilia orientale ed ha retto la Dia, la Direzione investigativa antimafia. Nel giugno del 1998 è stato nominato questore a Messina e nell’ottobre dell’anno successivo è stato chiamato a Palermo, subentrando al questore Antonio Manganelli.
Ha inoltre rivestito la funzione di subcommissario nel 2009 per gli eventi calamitosi in provincia di Messina e nell’ottobre del 2015 ha avuto l’incarico di presidente dell’organismo di vigilanza della «Tecnis», azienda che opera nel settore degli appalti pubblici. Pappalardo dal momento del suo insediamento nel palazzo municipale di Priolo come commissario straordinario, resterà in carica fino alle prossime elezioni amministrative fissate per il mese di giugno. Il consiglio comunale prosegue inoltre le attività come ha specifi- cato il presidente Giovanni Parisi. «Siamo impegnati ad incardinare la discussione che deve giungere all’approvazione del bilancio e del piano triennale sulle opere pubbliche – ha specificato Parisi – vogliamo completare il mandato con l’approvazione di questi provvedimenti fondamentali. Il consiglio comunale resta in carica nel pieno delle sue funzioni e lavorerà al fianco del nuovo commissario straordinario fino alla scadenza del mandato».

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