L’euforia dei tifosi, il realismo di Bianco colonna sonora per la trasferta di Fondi

di Armando Galea

L Un po’ per l’euforia della vittoria di Rende, un po’ per l’attesa dell’auspicabile bis di Fondi, un po’ perché questo timido inizio di autunno ci ha riportato ai dolci tepòri della primavera, fatto sta che passano in second’ordine argomenti che meriterebbero maggiore attenzione. Il primo è quello che mancano appena dieci giorni al primo incontro casalingo, senza che la squadra abbia ancora collaudato il nuovo manto in sintetico che nell’economia del fattore campo occupa una bella fetta pari al 45% (l’altro 45% è rappresentato dal pubblico e il restante 10% dal risparmio fatica che accompagna le trasferte). Ammenoché il Siracusa non si ritenga così tanto forte da permettersi il lusso di rinunciare al vantaggio innegabile che deriva dal giocare in casa. Il secondo è che la trasferta di Fondi nell’immaginario collettivo del gruppo di tifosi in predicato di seguire la squadra si sta trasformando in una sorta di scampagnata in cui il risultato dell’incontro è l’ultimo pensiero, superato dalle attrattive paesaggistiche e dalla rinomata cucina del territorio fondàno. A propiziare la convinzione della trasferta facile ha contribuito senza dubbio anche il fatto che è venuto meno alla squadra laziale il patrocinio dell’Università “Nicolò Cusano” che ha sede proprio a Fondi e che ha comportato il cambio di ragione sociale, l’elezione di un nuovo presidente nella persona di Antonio Pezone e anche una campagna acquisti in economia, ma comunque di sostanza. L’assicura una vecchia conoscenza del Siracusa, quel Carlo Tebi, che nel 1993 rese impenetrabile la difesa azzurra: “E’ vero, non abbiamo potuto fare acquisti faraonici, ma i giocatori che abbiamo portato a Fondi, prima o poi verranno fuori e la squadra, raggiungerà alla fine il traguardo che si prefigge che è quello di entrare nella griglia dei play-off”. Ecco perché, nonostante le due consecutive sconfitte i laziali sono da temere potendo contare oltre che sul loro valore anche sulla rabbia con cui si batteranno per evitare un nuovo, anche parziale insuccesso. Paolo Bianco, da parte sua, è alle prese con una fase sperimentale dalla quale prima ne esce e meglio è. Rispetto a Rende si prevedono novità. In difesa, quella di Magnani al posto di Mucciante, a centrocampo quella di Spinelli al posto o di Giordano e in avanti quella di Mazzocchi, mentre preoccupano le condizioni di Catania dopo il contatto molto ravvicinato di sabato scorso con “carte pillar” Porcaro. Certo che esordire in casa dopo due esxploit esterni sarebbe davvero il massimo. Al Siracusa, dunque, il compito di provarci.

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