Lentini, sorpresi all’interno dell’aranceto del parco archeologico

I militari della Stazione Carabinieri di Lentini, nel corso di un predisposto servizio finalizzato alla repressione dei reati vari contro il patrimonio, pianificato dalla Compagnia Carabinieri di Augusta, hanno tratto in arresto in flagranza del reato di furto aggravato in concorso, i due fratelli lentinesi, Massimiliano Grasso, 44 anni e Alfio Grasso 47 anni. Nella fattispecie, i militari operanti, nel pomeriggio di ieri, durante un transito nei pressi dell’area archeologica di Lentini, sorprendevano i predetti intenti a raccogliere agrumi dall’aranceto ubicato proprio all’interno del parco archeologico. Da un più approfondito controllo i carabinieri accertavano altresì, che i fermati avevano già prelevato dall’agrumeto circa di 70 kg di arance avendole rinvenute risposte in tre sacche. Gli agrumi, venivano riconsegnati al responsabile del parco archeologico, mentre, i due fermati, sottoposti al regime degli arresti domiciliari.
• Espiava la pena di 3 anni
ai domiciliari sorpreso a passeggiare
Nell’ambito dei servizi finalizzati al controllo dei soggetti sottoposti a misure cautelari, predisposti dalla Compagnia Carabinieri di Augusta, i militari della Stazione Carabinieri di Carlentini, nel corso della serata di ieri, traevano in arresto, in flagranza di reato, Scandurra Alfio, cl 91, per il reato di evasione. Il predetto che nel 2013, a Lentini, assieme ad un complice esplose all’indirizzo degli occupanti di una autovettura 7 colpi di arma da fuoco cal. 7.65, fortunatamente senza ferire nessuno, si costituì dopo circa 10 giorni. Lo Scandurra, nonostante definitivamente condannato per quel reato alla pena di anni 6 con sottoposizione nel maggio 2016.
alla prosecuzione dell’espiazione della pena residua detentiva in regime di arresti domiciliari, non ottemperava però agli obblighi impostigli dall’A.G. facendosi sorprendere dai Carabinieri, nella serata di ieri, all’esterno della propria dimora. L’arrestato, che non adduceva ai militari operanti alcuna giustificazione in ordine alla palese violazione delle prescrizioni a suo carico veniva tradotto presso la casa circondariale di “Cavadonna”.

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