L’Ars approva 21 milioni e mezzo per le Province 500 mila euro per i comuni in dissesto

Varati all’ARS il nuovo regolamento ma senza l'articolo sul voto segreto, i debiti fuori bilancio, il rendiconto della Regione e l' assestamento di bilancio. Alla ripresa pomeridiana di ieri l’Ars ha un sussulto: dopo una mattinata con un nuovo rinvio per l’assenza del numero legale, il Parlamento regionale torna a legiferare, partendo dalla revisione del regolamento interno. Il documento proposto dal presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone subisce però un duro colpo: l’articolo 6, quello che prevedeva una consistente limitazione del ricorso al numero legale, viene rimandato in commissione su proposta di Girolamo Turano, e dunque finisce probabilmente su un binario morto. Ad ogni modo, la legge passa: cambiano così le funzioni di alcune commissioni e soprattutto si redistribuiscono i posti in vista della prossima legislatura, quando i deputati saranno 70.
L’Aula, poi, non si ferma. «Se manteniamo questo ritmo – dice a margine dei lavori il presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo – possiamo arrivare ad approvare tutto in giornata». Così è, almeno per i due punti successivi all’ordine del giorno: nel giro di una cinquantina di minuti arrivano così una leggina contabile, un testo di un solo articolo che riconosce un centinaio di milioni di debiti fuori bilancio, e soprattutto il rendiconto della Regione, impugnato in appello dalla Procura generale della Corte dei Conti. Il documento, alla fine, passa con 42 sì: in Aula, però, i presenti sono addirittura 67, con un affollamento che a Sala d’Ercole non si vedeva da tempo.
L’Assemblea regionale, poi, passa alle due leggi più delicate: l’assestamento di bilancio approvato nel tardo pomeriggio e domani mattina quando l'aula tornerà a riunirsi, il cosiddetto “collegato”, le norme stralciate dalla Finanziaria e in attesa all’Ars dal 29 aprile. Da quando, cioè, l’Ars ha votato l’ultima legge prima di oggi. Da allora sono passati cento giorni. Al centounesimo «l’Assemblea è tornata a votare approvando i disegni di legge sul Rendiconto Generale sull’assestamento di Bilancio - lo dichiara l’on. Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’Assemblea Regionale Siciliana e relatore di tutti e tre i disegni di legge. In particolare è stata abolita dal 2019 l’addizionale IRPEF, destinata alla Regione Siciliana, 500 mila euro vengono destinati ai precari dei comuni in dissesto per il 2016 tra cui il comune di Augusta. ha proseguito l’on. Vinciullo. Un milione e cento vengono assicurati ai comuni che hanno trasformato i contratti dei precari tra cui Francofonte. 21 milioni e mezzo per le Province rispetto ai 23 milioni che erano stati stanziati dalla Commissione Bilancio. Questo ha causato uno scontro in aula tra il Presidente della Commissione Bilancio e il Presidente della Regione Siciliana. Il dato importante, ha concluso l’on. Vinciullo, che bisogna mettere in luce è che l’addizionale IRPEF viene cancellata completamente dal 1 Gennaio 2019 così come avverrà per L’IRAP dal 1 gennaio 2018».


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