Juve Stabia battuta in rimonta “tu chiamale, se vuoi, emozioni”

Siracusa: Santurro 6,5, Dentice 7, Pirrello 6,5, Turati 7, Sciannamé 7, Spinelli 7,5, Toscano 7, Azzi 6,5 (dal 67’ De Silvestro 6), Catania 7, Scardina 7 (dall’81’ De Respinis 6), Valente 7,5 (dall’89’ Russo s.v.). All. Andrea Sottil 8
Juve Stabia: Russo 6,5, Santacroce 6, Capodaglio 6, Morero 6, Giron 6,5, Lisi 6,5, Salvi 6, Mastalli 5,5 (dal 53’ Matute 6), Rosafio 5,5 (dall’80’ Ripa 5), Paponi 7, Cutolo 6 (dal 60’ Allievi 5,5). All. Gaetano Fontana 5
Arbitro: Luca Casadeo di Este – Assistenti: Valerio Vecchi di Lamezia e Agostino Maiorano di Rossano
Reti: Paponi (Js) al 12 (R) e al 28’; Scardina (Sr) al 29’, Catania (Sr) al 47’ e Spinelli (Sr) al 76’
Note: pomeriggio primaverile anche se con temperatura sui 13°C – spettalori 3.000 circa con una cinquantina di tifosi ospiti – cartellini gialli: per Turati e De Silvestro (Siracusa), Santacroce, Lisi e Rosafio (Juve Stabia – leggeri infortuni per Turati (Sr) e Lisi (Js) costretti a giocare con il capo fasciato per due distinti infortuni - Angoli : 8-2 per il Siracusa (1° tempo 4-0).
Chi si attendeva un incontro “crème caramel” in linea col gemellaggio fra le due tifoserie, ha dovuto ricredersi al cospetto del sano agonismo che si è sviluppato in campo e che ha costretto il direttore di gara a frequenti interruzioni per sanzionare i contatti fisici che per fortuna non hanno prodotto danni seri, tranne i due infortuni che hanno costretto due giocatori, uno per parte, a giocare con un turbante. Per la verità la partita, iniziata con qualche minuto di ritardo per consentire lo scambio di effusioni fra le due tifoserie, fino all’11’ non aveva riservato particolari emozioni. Un minuto più tadi però accadeva il fattaccio. Il difensore stabiese Santacroce allungava sulla fascia destra per Cutolo che si liberava di Sciannamè e scodellava al centro dell’area piccola del Siracusa dove si trovava l’attaccante Paponi a stretto contatto con il suo marcatore Turati. Lieve contatto fra i due, di quelli che in area si contano a centinaia, con il direttore di gara che interrompeva il gioco e fra la meraviglia generale indicava il dischetto del rigore. Proteste inutili del Siracusa e, ristabilito l’ordine, lo stesso Paponi spiazzava Santurro e metteva in rete il pallone dell’uno a zero. Un minuto dopo il Siracusa aveva la palla dell’uno a uno. Sgroppata sulla destra di Azzi che seminava in progressione tre avversari e allungava verso Catania che mancava di un palmo la rete del pareggio. Al 18’ Toscano sradicava la palla dai piedi di Salvi e verticalizzava per l’avanzato Turati che, in piena area, veniva atterrato dall’intervento di Capodaglio, Per tutti era rigore sacrosanto, tranne che per l’ineffabile direttore di gara che faceva cenno di continuare.
Si arrivava così al 28’ quando la Juve Stabia, approfittando di un dormita di Pirrello e Turati dava la possibilità al liberissimo Paponi di raddoppiare per la sua squadra. Poteva essere il colpo del KO per il Siracusa che invece un minuto dopo accorciava le distanze su cross dalla sinistra di Valente che Scardina correggeva in rete di testa. Al 42’ la premiata ditta Valente-Scardina stava per concedere il bis, ma questa volta l’inzuccata del centravanti faceva la barba al montante sinistro della porta difesa da Russo. Fra primo e secondo tempo, la solita strigliata di Sottil che faceva tremare i muri dello spogliatoio, produceva l’effetto sperato, perché alla ripresa del gioco, lo scatenato Catania, prima trovava Russo sul suo colpo di testa, e sul secondo tentativo faceva centro raggiungendo il meritato pareggio.
Gli ospiti non ci stavano e tentavano di riguadagnare terreno, ma era ancora il Siracusa a portarsi temerariamente in avanti avanti nel tentativo di ribaltare la situazione in suo favore. Ci tentava Scardina, ci ritentava Catania, ma al 76’ Spinelli riprendendo una corta respinta di Morero spediva di precisione nel sette sinistro della porta di Russo il pallone del 3-2 con cui si chiudeva l’incontro che rilancia il Siracusa verso prestigiosi traguardi, imprevedibili fino a due mesi or sono.
Armando Galea

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