“Incontro riepilogativo Viaggio nei quartieri” del 9 giugno 2017

di Damiana Spadaro

Ponendosi, in maniera attiva e concreta nonché come punto di riferimento per l’ascolto delle istanze dei cittadini, l’associazione “Dueppiù per la città che vorrei” di Siracusa, rappresenta un valido e fulgido esempio di realtà civica e di natura sociale che cerca di dare il proprio contributo per il miglioramento della nostra città.
Di tale sforzo, che coniuga in sé, e non certo da oggi ma oramai da molti anni, abnegazione, determinazione, entusiasmo, voglia di fare, contatto e conoscenza profonda del territorio, emblematica risulta, tra le tantissime iniziative messe in campo durante tutta la sua programmazione annuale, l’organizzazione e la magistrale conduzione di una vero e proprio momento di studio, confronto, ma soprattutto proposta concreta e programmatica per la città, come quello proposto con quello che è stato definito “Incontro riepilogativo Viaggio nei Quartieri”.
Nella sala “Vittorini” in via Brenta, davanti ad un folto pubblico arricchito dalla presenza degli studenti dell’istituto “Paolo Orsi”, tutto il direttivo dell’associazione è stato protagonista di un momento di altissimo valore non soltanto culturale ma dal più ampio significato ideologico e “politico”.
Attraverso la creazione di un vero e proprio report, di natura sociologico-statistica, che ha accolto al suo interno il lungo e laborioso lavoro di analisi e sintesi dei dati emersi da oltre un anno di attività itinerante, nei vari quartieri e vie strategiche della città, a contatto con i cittadini siracusani per chiedere loro, con dei questionari, quali fossero le aree di intervento percepite come più urgenti per il miglioramento delle condizioni di vita della nostra città, si è presentato alla cittadinanza una fotografia aggiornata e completa delle criticità e delle istanze dei siracusani nei confronti di coloro che hanno il compito di amministrarla.
Tra i dati più significativi è emersa, con percentuali che sfiorano quasi il 30% l’istanza di intervenire nel campo urbanistico e nella manutenzione stradale, al fine di migliorare la viabilità oramai giunta a livelli da città del “terzo mondo”, città “bombardata”.
Appare poi drammaticamente urgente operare politiche serie che restituiscano quel “decoro urbano” sentito dagli abitanti della patria di Archimede come gravemente carente.
Ma ciò che più colpisce e che, deve far riflettere, è la rassegnazione, la disperazione, il non porsi più il problema, tanto è diffuso il senso di inutilità e impotenza ad agire da parte della politica, dell’aspetto legato al lavoro, al potenziamento dell’occupazione nel nostro territorio. Soltanto l’1% degli intervistati, inserendolo come ultimo tema dell’elaborazione delle priorità per la nostra città, ha sentito il bisogno di parlare di lavoro!!!
Stessa sorte, non certo lusinghiera, è “toccata” per tematiche come la cultura, il turismo, la fiducia nella politica, menzionate dai cittadini di ogni quartiere della città con percentuali che non superano il 4%.
Una fotografia dunque del tutto impietosa, feroce, devastante, che getta lunghissime ombre su ciò che i cittadini apprezzano del presente ma soprattutto si augurano per il futuro. Una fotografia segnata dalla totale rassegnazione, dal disincanto, da un malessere così diffuso e profondo da non sembrare avere via di scampo.
Una fotografia che denuncia, implacabilmente, l’assenza di politica, l’assenza di visione progettuale, l’assenza di capacità di ascolto delle istanze dei cittadini, capacità di ascolto che, prima ancora che della fase di risoluzione concreta dei problemi della comunità, denuncia il bisogno di una classe dirigente, di politici, di amministratori che sappiano, finalmente, compiere il proprio ruolo a servizio non di interessi particolaristici, quando non anche affaristico-clientelari, ma puntando il baricentro della propria azione solo e soltanto sul benessere della collettività.
Una classe politica percepita come così lontana ed assente dai problemi quotidiani dei propri cittadini, da far scambiare l’attività dell’associazione come attività istituzionale, amministrativa. Non sono pochi i siracusani che, non certo da oggi, vedendo la ricchezza delle iniziative sempre proposte ed organizzate, scambiano i componenti del direttivo per membri degli organismi politico-amministrativi!!!
Ogni singolo componente del direttivo dell’associazione ha contribuito al successo di tale iniziativa a cominciare dal presidente, il Dott. Sergio Pillitteri, dalla Dott.ssa Carlotta Mirisola, che ha elaborato il report grafico-statistico derivante dalle risposte di migliaia e migliaia di questionari nel tempo distribuiti, dal Dott. Antonino Risuglia, che ha fornito una lettura più ampia ed argomentata di tali risultati contestualizzandoli nel tessuto antropologico e storico che vive Siracusa in questi anni, senza dimenticare il lavoro quotidiano della Dott.ssa Floriana Greco, dalla Dott.ssa Sebastiana Mozzicato, dalla Dott.ssa Damiana Spadaro, dalla Dott.ssa Daria di Paola, l’infaticabile e prezioso lavoro di Pino Cultrera, Rosario Zimmitti e tanti altri. Tutti si sono spesi per contribuire, giorno dopo giorno, alla costruzione di questo importante documento. Tutti si sono spesi, si spendono e continueranno a spendersi, in assoluto spirito civico e di gratuità, per contribuire a rendere Siracusa la città che tutti vorremmo,
Questo documento, come è stato più volte ribadito nel corso di quest’ultima manifestazione, rappresenta soltanto il punto di partenza di un percorso volto a costruire una piattaforma programmatica dalla quale partire per creare una nuova proposta politica in vista delle prossime elezioni amministrative per Siracusa.
Non volendo cedere alla rassegnazione, consapevoli che Siracusa possiede troppi tesori, potenzialità e risorse, umane e sociali, l’associazione “Dueppiù per la città che vorrei”, i singoli membri, ciascuno secondo il proprio potenziale e la propria risorsa da poter mettere a servizio, in qualità di cittadini stanchi di amministrazioni che non riescono ad operare quel cambiamento che, a parole, tutti sono sempre pronti a ventilare e millantare, ciascun membro, mettendoci la faccia, mettendoci il proprio bagaglio di esperienze e saperi, mettendoci soprattutto il ritrovare slancio e idealità perdute, dice “Presente!”, “Presente!”, “Presente!”, candidandosi ad essere nuova classe dirigente, nuovo volto per una politica diversa e migliore.

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