In Ortigia-Savona grosso pericolo scongiurato alla fine da Napolitano

di Aldo Formosa

Un punto guadagnato contro il Savona alla Cittadella: è il risultato conseguito dall'Ortigia in casa.
Aprendo le danze, all’ inizio con un primo gol su rigore, sembrava un buon incipit. Ma invece il tempo finiva 2-3 per il Savona.
Il secondo finiva 2-4 sempre per i liguri, e le streghe cominciavano a fare capolino. Nel terzo tempo l'Ortigia recuperava fino a 4 gol, ma il Savona era sempre avanti di un punto.
Il quarto ed ultimo tempo, in cui i liguri restavano a secco e i biancoverdi raggiungevano quota 5, decretava il pareggio conclusivo. Che il Savona per tutta la gara ha mediamente giocato meglio lo testimoniano i vantaggi nei primi tre tempi, con l'Ortigia sempre condannata ad inseguire.
Lapidario e veritiero il commento dell'allenatore ligure Angelini a fine gara: "Non posso essere soddisfatto del tutto: questo pareggio, per come è maturato, lo ritengo una mezza sconfitta".
È vero che spesso le vittorie in buona parte si costruiscono sugli errori degli avversari. Il pareggio, perciò, virtualmente accomuna entrambi i contendenti.
Dal canto suo il tecnico biancoverde Piccardo ammette: "La nota buona è che abbiamo recuperato bene dal meno 3, quella meno buona è che, nel momento del loro vantaggio, abbiamo commesso alcuni errori nelle transizioni che abbiamo pagato".
Errori da una parte e dall'altra, dunque. E d'altronde in una gara ci stanno sempre. Solo che, nella sommatoria, decretano la vittoria o la sconfitta. L'importante e sapere reagire e recuperare. Cosa che all’Ortigia, stavolta, è riuscita.
Certo: il pressing del Savona era più ordinato e produttivo. Meno quello dell'Ortigia. Ma nel conto bisogna mettere anche alcuni tiracci liguri finiti fuori, e quindi occasioni mancate per loro per allungare.
Nel contesto della gara, un gioiello: un gol di Napolitano che, pressato da due avversari imbufaliti, resiste per non affondare e con la mano destra tiene un pallone che spedisce in rete alla sinistra del portiere. Roba da gente che sa quello che fa, e sa come farlo.
Come la prassi vuole, gli arbitri Collantoni e Petronilli hanno collezionato i loro bravi errori di valutazione (con un margine per Collantoni).
Ma, tutto sommato, bisogna anche considerare che in passato hanno saputo fare anche di peggio.

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