Il sito industriale di Priolo inserito nelle 44 aree off limits

Il “sito Priolo” è tra i più inquinati d’Italia inserito nelle 44 aree dell’Italia inquinate oltre ogni limite di legge. Nelle aree più contaminate c’è anche una patologia che aumenta, ogni anno, in modo esponenziale. E’ ovvio che non poteva essere altrimenti, nella zona industriale siracusana, vista la presenza, in pochi chilometri quadrati, di un polo petrolchimico, con tre raffinerie, con impianti chimici, con un’area portuale, e dove per anni è stato prodotto amianto e dove sono presenti diverse discari- che, tra autorizzate e abusive. Quest’ultime, alla pari delle emissioni industriali, sono fonti d’inquinamento perché l’aria che si sprigiona provoca disturbi alla popolazione che risiede nelle vicinanze. Tra l’altro, il problema delle emissioni odorigene di natura industriale sta assumendo una rilevanza sempre maggiore anche perché oltre al territorio del triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta, sta inte- ressando la zona alta di Siracusa. Il problema, però, ha i giorni contati, sia perché è intervenuta la magi- stratura che ha imposto delle pre- scrizioni che le raffinerie Isab ed Esso stanno attuando, sia perché la giunta regionale ha approvato il piano della qualità dell’aria e si aspettano le osservazioni degli organi interessati perché possa essere operativo. Nel piano della qualità dell’aria sono state approvate le azioni di contrasto dei fenomeni di inquinamento atmosferico e di cattiva qualità dell’aria. Sarebbe opportuno che nel decreto possa essere inserito il protocollo firmato, 2 anni fa in Prefettura che interessava il petrolchimico di Priolo. In quel protocollo era stata fatto il punto sullo stato delle iniziative intraprese sulle criticità riscontrate e sui possibili miglioramenti delle procedure in essere, con particolare riferimento alle modalità di partecipazione ai cittadini dei risultati dell’attività di monitoraggio della qualita.

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