Il Siracusa sfida la capolista ma chi l’avrebbe mai detto?

di Armando Galea

Ma ci pensate dove si trovava il Siracusa appena due anni or sono? Gli azzurri reduci dal pareggio a reti inviolate ottenuto sul campo del Due Torri, affrontavano proprio l’11 Novembre del 2015, l’Aversa Normanna, che battevano con reti di Dezai, di Testardi e di Catania, ponendosi sulla scia della capolista Frattese che avrebbero poi superato nel rush finale. E se oggi, a due anni di distanza, la squadra azzurra si trova nel quartetto di testa di un campionato che sa più di B-2 che di serie C, ed è in grado di sfidare la corazzata Lecce da pari a pari, vuol dire che di passi avanti se ne son fatti davvero tanti. Uno dei mille buoni motivi che avrebbero dovuto evitare la quasi contestazione in occasione della sfortunata partita perduta con la Paganese, peraltro immediatamente riscattata con la meritata vittoria di Reggio Calabria. E oggi che al De Simone scende la corazzata Lecce, il pubblico che affollerà gli spalti e che si spera numeroso, deve dare una mano a questa squadra a scrollarsi di dosso il timore riverenziale che magari l’attanaglierà nei primi minuti e a spingerla a giocare da Siracusa. Cioè da squadra operaia che non disponendo di grossi nomi può affrontare una compagine che invece ne ha tanti, attingendo al vigore atletico, parente prossimo del sano agonismo fatto di velocità e di pressing a tutto campo. Gli unici strumenti per tentare di superare una squadra compassata come il Lecce che quando meno te l’aspetti è capace di punirti. A Reggio si è passati dal 4-3-2-1 ad un più elastico e funzionale 3-5-2, un esperimento più che riuscito ma che non sappiamo se sarà riproposto oggi da Bianco che contrariamente a quel che pensano i tifosi, deve tener conto di molti fattori, non sempre considerati in sede di affrettati giudizi e di critiche il più delle volte premature. Né va dimenticato che in campo ci sarà anche il Lecce con diversi elementi come Lepore, Costa Pereira, Pacilli, Caturano e Torromino, ancora in ritardo di condizione, ma con l’ex azzurro Mancosu e la punta Di Piazza, capaci da soli di decidere il match, il primo con tiri da lontano e il secondo con i suoi guizzi improvvisi. Di tutto questo dovrà tener conto il Siracusa sia in chiave difensiva che in occasione delle ripartenze, quest’ultime particolarmente temute dai leccesi per la presenza di fantasisti come Catania e Mancino e di risolutori come Scardina, al quale di recente si è aggiunto anche Bernardo. Ci sono quindi tutte le premesse per assistere ad un incontro memorabile per gli interessi di classifica, per il gioco, e, se possibile, anche per un risultato che premi questo Siracusa dei miracoli e chi lo ha portato a questi livelli.

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