Il malessere generale nella politica siracusana

di Giuseppe Bianca

C’è un malessere generale nella politica siracusana, un male che sembra, oggi più che mai, appartenere intrinsecamente alla nostra natura, sempre più atomizzati e meno socievoli, all’interno di strutture sistemiche, caratterizzanti della post-modernità.
Come suggerisce Todorov: «Il male non è un’aggiunta accidentale alla storia dell’umanità, di cui ci si potrebbe sbarazzare facilmente; esso è legato alla nostra stessa identità; per eliminarlo bisognerebbe cambiare specie». Ma, oggi, in cosa consiste questo male?
Vediamo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi e curarsi il proprio orticello, piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri. Un male, perciò, che non deriva da una scelta sbagliata (Socrate), dalle passioni (filosofie ellenistiche) o dalla privazione di bene (Agostino), ma dalla passività, che invece di voler risolvere la questione, la dissolve.
Abbiamo assistito negli ultimi mesi a cambiamenti subliminali di esecutivi politici sul nostro territorio: a Pachino, Noto, Augusta, Priolo con l’ex sindaco inquisito e recentemente Floridia dove Giovanni Limoli ha provveduto in queste ore ad azzerare la giunta e a nominare nuovi assessori comunali. Un passaggio di testimone che giunge a sette mesi dalle elezioni amministrative che hanno visto l’affermazione del medico floridiano. E’ di queste ore la decisione del primo cittadino di Melilli di azzerare l’esecutivo comunale. L’obiettivo del sindaco Giuseppe Carta è di ridare impulso all’attività amministrativa e, per farlo, il primo cittadino ha deciso di revocare tutti i componenti del suo esecutivo. Lunedì mattina saranno nominati i nuovi assessori.
A Siracusa non per volontà del primo cittadino Garozzo è stato costretto a rivedere il suo esecutivo per ragioni meramente personali di alcuni soggetti politici i quali in cerca d’autore e visibilità orbitano nell’area di centro per un fatto solo ed esclusivamente di convenienza politica (ora di centro-destra, ora di centro-sinistra) la logica della cartina di tornasole, attrarre gli altri usando volutamente la propria capacità di persuasione politica. Una crisi-lampo che nel volgere 48ore è terminata per portare a termine un mandato travagliato politicamente dal Pd sempre più masochista al quale andrebbero rinnovate le cariche dirigenziali per come non hanno saputo gestire il maggiore partito nel Siracusano. In primo piano solo fattori personali: invidie, ripicche, antipatie, cose assurde e astruse lontano dagli interessi della gente, stanca dei sorprusi di una classe politica poco matura.
Secondo un sondaggio condotto dall’Agenzia europea (Eu-Osha), sei persone su dieci affermano che sono proprio le relazioni conflittuali le cause principali sia sul lavoro che di una cattiva amministrazione. Superano gli interessi della collettività.
Non è certo una novità che il male sia incarnato in noi stessi. Già i Vangeli di Luca e Matteo, la Lettera ai romani di San Paolo e perfino Kant (seppur con delle conseguenze diverse) parlavano di un male “radicale”, ovvero radicato nell’animo umano. Ciò che è caratteristico del nostro tempo, è che questo si fonde con i prodigi della tecnica (la quale, lungi dal risolvere il problema, l’ha rafforzato) e con i desideri consumistici onnipresenti dando vita ad una forma di malvagità, talmente interiorizzata, ma dalle conseguenze sociali enormi, difficilmente prevedibile fino a qualche decennio fa.
Ma la storia è fatta anche di grandi uomini, visionari, anticipatori di tempi futuri.
Dalle nostre parti, ahimé, sono una chimèra.

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