Fra squadre a corto di preparazione vincerà chi avrà più  birra in corpo

di Armando Galea

Pronti, via. E il Siracusa parte oggi alla volta della Brianza, nel quadro di una trasferta che non l’aveva prescritta il medico, ma che, spiace dirlo, è stato frutto di imprevidenza nel non immaginare che i lavori al De Simone, iniziati con sensibile ritardo, potessero interferire in qualche modo con gli impegni di Coppa alla quale si sapeva già da Maggio che il Siracusa sarebbe stato chiamato a partecipare. E siccome gli imprevisti di segno negativo hanno l’abitudine di andare sempre in coppia, ci si è messa anche di mezzo la piattaforma organizzativa che all’anima del risparmio fa incontrare due squadre appartenenti a due località che distano ben 1.540 chilometri. Tutto questo il 30 Luglio, in piena canicola e col cinquanta per cento delle squadre ancora a corto di preparazione e in un periodo stagionale in cui si stenta a trovare un posto in aereo e quando di riffe o di raffe si riesce a trovare costa un occhio della testa. Moltiplichiamo il tutto per l’entità del gruppo che si muoverà con una trentina di persone fra giocatori, quadri tecnici e accompagnatori a vario titolo, e la quota-spesa da noi ipotizzata in una decina di migliaia di euro si alza a dismisura. E se questa è la comprensione che gli organismi federali hanno per le difficoltà economiche in cui si muovono tante società, bisogna dire che siamo del tutto fuori strada. Superate comunque le difficoltà di trasporto e quelle logistiche il Siracusa dopo la seduta di rifinitura parte per una nuova avventura che ci auguriamo sia ricca di pagine entusiasmanti, sulla scia di quanto avvenuto l’anno scorso, con una squadra che si temeva dovesse penare a difendere la categoria e che invece rischiò addirittura una promozione che a quel punto sarebbe stata anche meritata. Di buono c’è quest’anno che la squadra sta nascendo su un telaio collaudato che ruota su quattro o cinque pilastri che rispondono ai nomi di Turati, di Giordano, di capitan Spinelli e di Emanuele Catania, ai quali, dulcis in fundo, si è aggiunto Scardina. Ci sarebbe per la verità un altro gradito ritorno, quello di Nicola Mancino, ma quella è una storia che risale a cinque anni or sono e che va commisurata al tempo trascorso. Molte speranze si ripongono infine sui tanti giovani che Antonello Laneri è riuscito a portare alle corte di Paolo Bianco e dei quali si dice un gran bene. Ne è venuto fuori un cocktail da rifinire nel gusto che il Siracusa presenterà domani all’esame di quel Giamburrasca del girone A che risponde al nome del Renate, una formazione sbarazzina che è riuscita a mettere in difficoltà l’Albinoleffe che nell’incontro del trofeo “Carrara” , ha dovuto fare ricorso ai calci di rigore per superarla.

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