Ex Province, proroga di un mese presto nomine di funzionari

E’ ufficiale arriva per gli commissari delle ex Province la proroga per un altro mese, i decreti sono stati firmati dall’assessore regionale alle Autonomie locali, Bernardette Grasso. L’obiettivo del governo Musumeci è quello di indire le nuove elezioni e ridar vita così alle vecchie Province. I vecchi commissari sono scaduti dal 1 gennaio e quindi è stato urgente un provvedimento in attesa di nuove nomine che dovrebbero ricadere su funzionari della Regione, per lo più in pensione, ma la platea dei prescelti potrebbe diventare più vasta e comprendere anche segretari generali degli enti locali, dirigenti statali e altre figure. I nuovi commissari si insedieranno solo nei sei Liberi Consorzi (Agrigento, Enna, Caltanissetta, Siracusa, Ragusa e Trapani) mentre nelle tre città metropolitane saranno in vigore altri due assetti diversi. A Palermo e Catania sono da poco tornati in sella i vecchi sindaci metropolitani, Orlando e Bianco, che però hanno il ruolo di vertice politico ma convivono con un commissario che sostituisce i mai nati consigli metropolitani. . Una situazione che resterà tale almeno fino all’estate, quando si pronuncerà la Consulta. La giunta vorrebbe che le ex Province tornino all'elezione diretta di presidenti e consiglieri così come ha deciso l'Assemblea siciliana con la legge dello scorso 8 agosto, tra l'altro impugnata dal governo nazionale perché in contrasto con la legge Delrio. Come primo atto del nuovo governo, Musumeci ha infatti deciso di proporre ricorso alla Consulta contro l'impugnativa del governo ma al momento sul tappeto c'è l'ordinaria amministrazione di questi enti che sono commissariati da cinque anni e qualcuno anche da sei. Il governo non fa mistero intorno al suo piano: «Noi vogliamo tornare all’elezione diretta e per questo abbiamo deciso di resistere all’impugnativa dello Stato davanti alla Consulta – ha illustrato ieri la Grasso – ma nell’attesa le Province non possono restare nel limbo e Roma deve consentirci di rimettere in piedi il sistema non solo dal punto di vista organizzativo ma anche da quello economico».
E questa è l’altra partita che si aprirà in questi giorni. Musumeci, la Grasso e l’assessore all’Economia Gaetano Armao sono in pressing sul governo nazionale per ottenere uno sconto sulle tasse che le Province pagano allo Stato: si chiama prelievo forzoso ed è una sorta di contributo che questi enti versano per l’equilibrio del bilancio nazionale. Solo che anche per il 2018 è stato quantificato in 197 milioni: è la somma che dovrebbero versare sia i sei Liberi Consorzi che le tre città metropolitane. Il punto è però che questi enti incassano in tutto dalla Regione 91 milioni, dunque anche per il 2018 è previsto che vadano in rosso per 106 milioni. Un replay di quanto accaduto nel 2016 e 2015.
Senza soldi – in una sintesi di una relazione inviata a Musumeci – questi enti sono destinati al default. Anche perchè le varie riforme che si sono susseguite hanno via via restituito a Liberi Consorzi e Città Metropolitane le originarie funzioni delle Province (in particolare la gestione di scuole superiori e strade) ma senza dirottare i fondi necessari. Anche per questo motivo Musumeci vorrebbe portare all’Ars una legge che ridiscuta le funzioni di questi enti.
Da qui il flop di enti che contano oltre seimila dipendenti e centinaia di precari. A Enna, Caltanissetta e Siracusa ci sono ritardi di mesi sul pagamento degli stipendi. E proprio ieri a Siracusa è scoppiata una nuova emergenza. La partecipata Siracusa Risorse, che gravità nell’orbita del Libero Consorzio, è senza fondi ed è stata costretta a mettere in ferie forzate i 94 dipendenti. Ovviamente stop ai relativi servizi, che riguardano proprio il trasporto disabili, la manutenzione delle scuole e delle strade. Il commissario del Libero Consorzio, Giovanni Arnone, ha messo per iscritto che l’ente nel 2018 non è in condizioni di affrontare spese per servizi. Il buco già maturato dalla sola ex Provincia di Siracusa è di oltre 60 milioni. Una situazione che rispecchia quella di tutte le altre ex Province della Sicilia.
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