Elio Vittorini ricordato in un convegno ad Arezzo e dimenticato a Siracusa

di Salvatore Maiorca

Il siracusano Elio Vittorini, narratore e intellettuale nel cuore drammatico del Novecento, ricordato e onorato ad Arezzo, dimenticato a Siracusa. E, per di più, Siracusa perde la faccia col Premio Vittorini, per il quale la ex Provincia non ha ancora pagato i vincitori dell’edizione 2013. Con un doppio danno per gli autori: non soltanto per il premio vinto ma non riscosso bensì anche, se non soprattutto, per non aver potuto partecipare ad altri premi importanti essendo impegnati col Vittorini di Siracusa inadempiente. E con una perniciosa caduta di credibilità per questa città che ne ha ormai così poca di credibilità.
Non solo: si pregiudicano anche le future edizioni del premio Vittorini (semmai ce ne saranno a questo punto). “Con che faccia posso mai presentarmi da Inge Feltrinelli – osserva infatti amareggiato il fondatore e patron del premio Vittorini, l’editore Arnaldo Lombardi, - o a qualunque altro editore e proporre di partecipare ancora ad una futura (ma forse, a questo punto, dobbiamo dire eventuale, ndr.) edizione”.
Ebbene, ad Arezzo l’Accademia del Petrarca organizza, per il prossimo mercoledì 16, un convegno nella Casa del Petrarca dedicato proprio a questo tema: Elio Vittorini, narratore e intellettuale nel cuore drammatico del Novecento.
Il convegno, a cura di Giancarlo Quiriconi, vuol celebrare i 50 anni dalla scomparsa dello scrittore siracusano: 1966-2016. Elio Vittorini infatti nacque a Siracusa il 23 luglio 1908 e morì a Milano il 12 febbraio 1966.
E proprio nel 1996, subito dopo la morte dello scrittore siracusano, Arnaldo Lombardi lanciò il Premio Vittorini, che fu patrocinato e sostenuto dalla Provincia, allora presieduta da Mario Cavallaro.
Nel convegno di Arezzo, che sarà introdotto da Giulio Firpo, presidente dell’Accademia Petrarca, saranno questi i temi analizzati: Vittorini “avant la guerre” e la testimonianza di Bilenchi (Giancarlo Quiriconi della Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara), Elio Vittorini e Lucia Rodocanachi (Edoardo Esposito, Università Statale di Milano), Sardegna come un’infanzia». Il presente della scoperta tra memoria e mito (Martina di Nardo, Università D’Annunzio di Chieti-Pescara), Rileggendo «Conversazione in Sicilia (Alfredo Luzi, Università di Macerata), Vittorini politecnico (Giuseppe Lupo, Università Cattolica di Milano), La favola operaia di Vittorini: Il Sempione strizza l'occhio al Frejus (Andrea Gialloreto, Università D’Annunzio di Chieti-Pescara).
A Siracusa invece il Premio Vittorini è abbandonato e gli ultimi vincitori non sono stati pagati, la casa natale dello scrittore, alla Mastrarua, che sarebbe dovuta diventare un museo, è abitata da estranei, la casa paterna ricostruita (meglio dire arrangiata) in un ambiente della Provincia in via Brenta (che non ci azzecca niente con casa Vittorini e che nessuno va a vedere). Resta soltanto una dimenticata targa all’ingresso della casa natale di via Vittorio Veneto (la Mastrarua). Resta l’amarezza di Arnaldo Lombardi per il Premio Vittorini rimasto nel limbo. Resta l’amarezza che traspare dalle pagine del libro del figlio di Vittorini, Demetrio, dal titolo “Mio padre Elio”, dove alcuni brani non sono certamente lusinghieri su Siracusa e sui siracusani.
“Il convegno di Arezzo – sottolinea Lombardi – è un'opportunità per ricordare e onorare Vittorini nei 50 anni dalla morte mentre la Sicilia in genere e Siracusa in particolare "manco ce pensano" pur avendo il sottoscritto creato nel trentesimo della morte (1996) un Premio a nome di Vittorini che subito entrò nei primi 5 premi nazionali e poi fu “messo in sonno" dopo 17 edizioni”.
Cambierà la politica siciliana?”. Illusione!

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