Dezai, da temibile uomo-gol a oggetto più che misterioso

Gli alti e bassi fanno parte della vita di un calciatore. Tanti i casi di elementi sbolognati dalle rispettive squadre perché ritenuti inadatti che all’improvviso si sono rivelati degli assi e gente che fino alla stagione precedente ha fatto faville che accusa pause a volte inspiegabili. In quest’ultima categoria rientra Ange Tresòr Dezai, arrivato da Agrigento come una semplice promessa ed esploso alla cortedi Sottil la stagione scorsa, per tornare quest’anno oggetto misterioso tanto da indurre il tecnico ad utilizzarlo col contagocce. Su questa metamorfosi sono sorte tante di quelle leggende metropolitane da far invidia anche a personaggi famosi. C’è chi dice che sia tentato di tornare in Costa d’Avorio per avviare con un suo parente un’attività commerciale assai redditizia, chi invece sostiene che la causa legata al suo Paese nativo sia invece la nostalgia per la sua terra natale e chi è disposto a mettere la mano sul fuoco che i motivi siano di carattere sentimentale. Altri attribuiscono invece il suo scarso stato di forma a uno scadimento fisico susseguente ad una dieta scriteriata per un atleta - ipotesi assai probabile - che l’avrebbe fatto tornare in sede con diversi chili di troppo. Voltando pagina c’è invece chi afferma che il suo scarso utilizzo tragga origine da tutta una serie di incomprensioni con l’allenatore che avrebbe dato addirittura il benestare per cederlo a Gennaio, non rientrando più nelle sue scelte tecniche e nel modulo che a lui piace adottare. Scarso credito riscuotono infine le voci di contatti con una società di Lega Pro del nord in cui milita un suo connazionale che gli avrebbe spianato la strada. In questo tourbillon di dicerie, di certo c’è che sia l’Akragas e ultimamente anche il Messina, il Catanzaro e la Reggina avrebbero fatto o siano sul punto di fare delle offerte per accaparrarselo. Ma al Siracusa conviene privarsi di un giocatore ancora recuperabile in un reparto che richiede puntelli? E mentre fioriscono le leggende metropolitane su quello che è diventato un vero e proprio caso, l’interessato, l’unico che potrebbe dare una spiegazione plausibile, giudicando che il silenzio è d’oro, se ne sta zitto zitto ad aspettare.
Armando Galea

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