Dal Matera di un altro pianeta una lezione firmata Auteri (1-2)

di Armando Galea

SIRACUSA (4-2-3-1): Tomei 5; Daffara 6 , Magnani 5, Turati 6, Parisi 5; Spinelli 6, Giordano 6 (87’ Bernardo n. g.); Sandomenico 5 (58’ Martinez 5), Catania 5, Mazzocchi 5 (74’ Mancino n.g. ); Scardina 5. Allenatore Paolo Bianco 5
MATERA (3-4-3): Golubovic 6; Mattera 6, De Franco 5, Scognamillo 6,5; Angelo 7 (87’ Maimone n.g.), Urso 6, Salandria 6, Sernicola 6,5; Giovinco 6 (74’ Battisti), Strambelli 7, Casoli 7 (90’ Buschiazzo m.g.). Allenatore Gaetano Auteri 7
ARBITRO: Francesco Meraviglia di Pistoia (Cecchi di Pistoia e Berti di Prato).
MARCATORI: 52’ Casoli, 63’ Catania, 75’ Strambelli.
Note: pomeriggio piovoso con temperatura di 21°c e percentuale di umidità del 90% - spettatori 1200 circa – cartellini gialli per Salandria e De Franco e Maimone (Matera) e Magnani (Siracusa) – Calci d’angolo 4-7 (p.t. 1-6) – Rec. 1’ e 3’
Il professor Auteri sale in cattedra e disegna un Matera che ha dominato da cima a fondo il Siracusa che in tutto l’arco dell’incontro non è riuscito ad imbastire una sola azione degna di nota. Una metamorfosi rispetto alla partita vinta a mani basse contro l’Akragas che non può giustificarsi solo con la stanchezza o con le condizioni del terreno di gioco, perché il Matera anche in dieci uomini per l’espulsione di De Franco ha dimostrato di essere di un altro pianeta. Ed è stata proprio la migliore impostazione di gioco e la superiore classe dei lucani a fare la differenza. Prima parte della gara con gli ospiti che dominano fino ai sedici metri ma che non affondano, merito non tanto dei padroni di casa, quanto del terreno di gioco inzuppato fino all’inverosimile per la pioggia che frenava il fraseggio in velocità dei lucani. Ci voleva poco a capire che rallentando il maltempo e funzionando il drenaggio la partita avrebbe assunto un altro volto ed è proprio qui che il Siracusa commise il primo peccato di presunzione ritenendo di potercela fare. Alla ripresa delle ostilità infatti le migliorate condizioni del terreno di gioco misero le ali al Matera che sulla fascia destra può permettersi un Angelo capace di fare il bello e il cattivo tempo. Ed fu proprio dai suoi piedi che al 52’ partì il cross al centro che colse Magnani in controtempo, tanto che per Casoli fu un gioco da ragazzi schiacciare di testa e beffare Tomei. Al 63’ l’episodio che poteva invertire la deriva del match. Scardina recuperava una delle poche palle della sua deludente partita e serviva indietro Catania che penetrato in area veniva steso da De Franco.
Clamorosamente il direttore di gara anziché espellere il giocatore ospite e assegnare il rigore concede solo il penalty. Dal dischetto Catania fece centro e il pareggio fu cosa fatta. Un pari che contro il Matera visto fino a quel momento poteva andar bene. Ma la panchina azzurra non fu di questo parere e sentenziò che la partita si poteva anche vincere, fuori dunque Giordano e dentro Mancino, un incontrista in meno e una mezza punta in più. E fu il peccato di gola che condannò gli azzurri alla sconfitta, perché Auteri, inserì Giovinco fra le linee scombussolando i piani di Bianco che si ritrovò con una difesa imballata e con un attacco privo di rifornimenti. E anche se il gol della vittoria ospite (75’) arrivò su palla inattiva di Strambelli, nacque proprio dalla confusione che in quella zona del campo regnava sovrana, creata ad arte dal fratello minore di Sebastian Giovinco. Una lezione che al di là del risultato e delle conseguenze di classifica può contribuire alla maturazione di questa squadra e del suo tecnico in vista delle prossime sfide e che rappresenta l’unico aspetto positivo di una sconfitta sicuramente indolore.

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