Corte dei Conti, caso Monterosso:  «Una tegola per due politici siracusani»

Ci sono due ex assessori regionali siracusani nella lista ai 20 ex amministratori regionali viene adesso notificato l’invito a dedurre, che vale come atto di costituzione in mora «per le somme dovute all’Erario per i fatti loro contestati» secondo la Corte dei conti, la Regione su Monterosso persevera. I due politici siracusani sono: vi ricordate l’ex assessore regionale ai Beni Culturali, Amleto Trigilio, che voleva realizzare un concorso internazionale (faraonica idea) di una copertura per i teatri di pietra in Sicilia, deve restituire la somma di 8.689,14 euro e Bruno Marziano per 17.750,15 euro.
La Corte dei Conti contesta un danno erariale di 893 mila euro, i ripetuti incarichi come segretario generale della Regione furono conferiti illecitamente.
Alla scadenza del contratto quadriennale voluto prima da Lombardo e da Crocetta dopo, l’incarico veniva nuovamente conferito. Con un nuovo iter, cioè Crocetta chiede alla segreteria tecnica della Presidenza una «relazione ricognitiva» fra i dirigenti generali. «In sostanza - annota il procuratore Albo - il curriculum della Monterosso diventava l’unità di misura per valutare altre professionalità all’interno dell’organico regionale, ma soltanto con soggetti che avessero già ricoperto l’incarico di dirigente generale». Con delibera 231/2016 la Monterosso è segretario generale per altri cinque anni.
Per la procura della Corte dei conti prima della nomina di una esterna alla Regione le giunte non hanno fatto alcuna verifica sulle professionalità interne all'amminisrazione. E quindi la nomina della Monterosso era illegittima. Per questa mancata verifica interna, prevista dalla legge Brunetta "che va rispetatta anche in Sicilia", sottolinea il procuratore, nel mirino sono finiti dunque
Finora il danno erariale stimato è di 893.000 euro. A Crocetta è contestato il 50%; 17.750,15 euro a testa per gli assessori Lo Bello (l’unica “recidiva”), Vania Contrafatto, Giovanni Pistorio, Bruno Marziano, Baldo Gucciardi e Luisa Lantieri. Messi in mora per una nomina «illecita» per i soliti motivi: mancata verifica fra i ruoli interni e insussistenza di requisiti. Tanto più che su Monterosso «non risulta l’avvento di titoli culturali e/o professionali» nuovi. «Tali non potendosi ritenere, quanto meno ad avviso di questa Procura Regionale, l’intervento di una condanna per colpa grave ad euro 1.279.007,04 per danno erariale» commesso da Monterosso «nella qualità di dirigente generale della Formazione professionale in pregiudizio della Regione Siciliana», scrive il procuratore Albo della Corte dei Conti.

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