«Codice antimafia: approvazione riforma è un risultato straordinario»

“Con l’approvazione definitiva del Codice antimafia si raggiunge un risultato straordinario”. Lo dice il senatore Giuseppe Lumia, capogruppo del Pd in Commissione giustizia e componente della commissione parlamentare antimafia.
“Una riforma radicale e vasta – aggiunge - che per la prima volta interviene il 'giorno prima', mentre nella storia della legislazione antimafia si è arrivati sempre il 'giorno dopo' gli assassinii e le stragi”.
“Questa legislatura – conclude – sul versante della lotta alle mafie ha fatto molto, più di quanto si potesse immaginare, viste le difficoltà ripetutamente incontrate nel passato quando si provava a migliorare la legislazione in tal senso”.
Adesso il codice antimafia è legge. La Camera ha approvato il ddl di modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione con 259 sì e 107 no.
La riforma punta a velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale, rende più trasparente la scelta degli amministratori giudiziari, ridisegna l'Agenzia per i beni sequestrati e include corrotti, stalker e terroristi tra i possibili destinatari dei provvedimenti.Su quest'ultimo punto, che è stato molto contestato, è passato anche un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere l'equiparazione mafioso-corrotto.
"È un regalo al Paese", è stato il commento soddisfatto della presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, mentre il ministro della Giustizia, Andrea Orlando parla di una svolta che fornisce più strumenti contro la mafia e più trasparenza. "Da oggi ci sono più strumenti per combattere la mafia, più trasparenza nella gestione dei beni confiscati, più garanzie per chi è sottoposto a misure di prevenzione. Una buona notizia per la lotta alla criminalità organizzata e per lo Stato di diritto", ha scritto il ministro su Facebook. Soddisfatti i sindacati e le associazioni, che vedono nell'approvazione della riforma, si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil e delle associazioni Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, Legambiente, Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Sos Impresa, "un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell'azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione. Fenomeni che minacciano da troppo tempo la nostra democrazia, la nostra sicurezza e che sottraggono ingenti risorse alla collettività, impedendo uno sviluppo economico e sociale, sano e diffuso, in tutto il nostro Paese".
Grida invece all'"abominio" Renato Brunetta di Forza Italia. "Con la pessima riforma del codice antimafia siamo al 'panpenalismo'. Non c'è alcuna distinzione, si porta tutto sul piano penale, senza selezionare le singole tipologie di reato. A nostro avviso quest'estensione del penale a reati che nulla hanno a che fare con la criminalità mafiosa o con quella economica è inaccettabile". Si allarga la cerchia dei possibili destinatari di misure di prevenzione: oltre a chi è indiziato per aver aiutato latitanti di associazioni a delinquere, la riforma inserisce anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione (ma solo nel caso di reato associativo) - anche in atti giudiziari - e concussione.
Sono quasi 20 mila i beni confiscati alle mafie, tramite sequestro preventivo, a cui si aggiungono 2.876 aziende. Altri 20 mila i beni confiscati (tra terreni, aziende e immobili) con procedimenti di natura penale. Immenso il valore: quasi 30 miliardi, ma oltre il 90% oggi fallisce.

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