«Caso Siracusa» il gip rigetta richiesta dei domiciliari a Longo

Si susseguono gli interrogatori sul «Caso Siracusa» da parte del gip del tribunale di Messina, Maria Vermiglio, il quale ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari, avanzata dall’ex pm di Siracusa, Giancarlo Longo. Secondo il gip di Messina l'interrogatorio di garanzia anziché lenire avrebbe rafforzato il quadro indiziario a carico del magistrato. Ieri intanto a Messina si sono tenuti altri interrogatori di garanzia nei confronti di 5 dei 9 indagati, coinvolti nell’inchiesta balzata in ambito nazionale.
Il legale difensore Aldo Ganci del giornalista Giuseppe Guastella ha prodotto un’istanza di scarcerazione ritenendo essere venute meno le esigenze cautelari per il proprio assistito. In quasi un’ora d’interrogatorio, il direttore del “Diario 1984” ha chiarito la propria posizione producendo la documentazione necessaria per spiegarne i motivi. Ha sostanzialmente riferito al gip Vermiglio, di avere con l’avv. Piero Amara un’amicizia di antica data collegabile al padre. Ha poi spiegato di avere avuto difficoltà nella gestione del periodico e che dal 2011 al 2016 ha ricevuto un aiuto economico da Amara per fare fronte alle spese di pubblicazione del giornale che ammontavano a non meno di 5mila euro al mese.
In questi anni di collaborazione, ha riferito al giudice di avere scritto e pubblicato 3 articoli che riguardavano i magistrati Marco Bisogni e Tommaso Pagano riportando fatti scaturiti dai processi civili. Guastella ha prodotto anche i contenuti di una conferenza stampa tenuta da Simona Princiotta in cui era stato bersaglio di critiche insieme con altri giornalisti, facendo notare come a difendere la consigliera comunale fosse lo stesso avv. Giuseppe Calafiore di cui Guastella sarebbe sodale nell’associazione per delinquere che gli viene contestata.
E’ durato circa un’ora e mezza l’interrogatorio di garanzia del consulente tecnico Mauro Verace. Il professionista, assistito dall’avv. Tommaso Tamburino, ha chiarito la propria posizione, rigettando ogni addebito e spiegando che le consulenze da lui svolte per il caso del centro commerciale di viale Epipoli e per la discarica Cisma di Melilli fossero corrette. Verace è accusato di corruzione e di falso perché da consulente tecnico nominato dal pm Longo, ha ricevuto liquidazioni pari a circa 10 mila euro per redigere gli elaborati di consulenza a favore della società Emmea nella vicenda del centro commerciale. Il legale difensore di Verace ha prodotto un’istanza di scarcerazione ritenendo essere venute meno le esigenze cautelari per il proprio assistito.

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