Camera Sud Est, i pro e i contro lo scorporo dell’accorpamento

Idee contrapposte a Siracusa alla decisione della Corte Costituzionale di dichiarare incostituzionale la parte della riforma delle Camere di commercio, nota come riforma Madia, in cui prevede che il rapporto con le Regioni deve essere sancito da un parere e non un’intesa. Per la Consulta è necessaria l’intesa tra Stato e Regioni, che invece non si è verificata come sollevato dalle Regioni Liguria, Lombardia, Puglia e Toscana i cui ricorsi sono stati accorpati e discussi insieme. La sentenza sospende quanto disposto dal decreto del ministero dello Sviluppo economico, considerando la possibilità di un diverso assetto del sistema camerale.
In Sicilia le realtà camerali sono formate da 4 gruppi: La camera del Sudest, che riunisce gli enti di Catania, Siracusa e Ragusa; Palermo con Enna; la realtà sola di Messina ed un unico ente per le province di Trapani, Agrigento e Caltanissetta.
Il presidente della Confcommercio Siracusa, Sandro Romano, componente della coalizione che ha vinto la diatriba con l’elezione al vertice del nuovo ente di Pietro Agen, che ha ribaltato i risultati ottenuti dell’attuale presidente nazionale di Unioncamere, Ivan Lo Bello. Il presidente Romano afferma: «Per la camera del Sud est non cambia nulla in quanto esiste un parere unanime del Consiglio di Stato, della Conferenza Stato-Regioni e di Unioncamere a sostegno della nascita della Supercamera del Sudest.
Dicevamo la sentenza della Corte Costituzionale è stata favorevolmente accolta dai componenti riuniti nell’associazione Territorio protagonista di Siracusa, che vede lo scorporo come un obiettivo fattibile e tra i suoi rappresentanti sostenitori l’ex vicepresidente della Camera di commercio di Siracusa, Pippo Gianninoto. «La posizione assunta dalla Consulta – sottolinea Territorio Protagonista - è contenuta in uno dei ricorsi presentati al Tar di Catania, ancora non discusso, come quello sulla regolarità di alcune procedure adottate nella fase di accorpamento. La sentenza della Consulta apre ora nuovi scenari, in linea con la visione del nuovo Governo regionale che non vuole perdere la opportunità di un’ulteriore Camera in Sicilia, Siracusa-Ragusa». Intanto l’assessore regionale alle Attività Produttive Mimmo Turano, in rappresentanza del governo regionale, ha inviato una nota al Governo Nazionale con la quale la Regione Siciliana accetta le prescrizioni del Decreto Legislativo 219/2016 a patto che nell’ambito della super camera del Sudest avvenga lo scorporo delle Camere di Commercio di Siracusa e Ragusa da quella di Catania”.
A renderlo noto è l’on. Giovanni Cafeo, deputato per il Partito Democratico nella XVII Legislatura ARS. “Tale evenienza – sottolinea ancora l’On. Cafeo – non può assolutamente essere ricollegata a eventuali “guerre” di poltrone o alle vicende che negli scorsi mesi hanno interessato l’accorpamento della Camera del Sudest ma anzi deve essere considerata come un’azione necessaria per ridare alle imprese siracusane dignità e autonomia, anche alla luce degli effetti che questo accorpamento ha portato e cioè una esautorazione dei ruoli minimali di funzionamento con penalizzazione degli operatori economici locali».

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