Bufera giudiziaria su CamCom del Sud-Est e aeroporto di Catania

La Procura di Catania presenta il conto salato per la cricca del quartierino catanase. Dopo l’ennesimo rinvio, sembravano ormai prossime le elezioni della nuova Camera di Commercio previste per martedì 28 febbraio. Adesso anche quella data non sembra più certa, così come la stessa procedura di accorpamento delle Camere di Catania, Siracusa e Ragusa.
A complicare il quadro, già profondamente complesso, la bufera giudiziaria che si è abbattuta sui vertici dell’Ente etneo, che travolge anche l’aeroporto e finisce per coinvolgere il Comune di Catania. Undici le persone iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio nell’iter di fusione delle Camere. La lente dei magistrati è puntata su bilanci corretti e sul meccanismo con cui sarebbe stato gonfiato il numero di imprese iscritte ad associazioni di categoria per acquisire un maggiore peso nel Consiglio della Super Camera.
Nella lista degli iscritti figura il segretario della Camera di Catania, Alfio Pagliaro, incaricato dello stesso accorpamento, Riccardo Galimberti, presidente di Confcommercio Catania. Ma, come detto, l’inchiesta si è allargata anche all’aeroporto coinvolgendo l’ex amministratore delegato della Sac, Ornella Laneri, il sindaco di Catania, Enzo Bianco. Secondo la procura chi votò l’ex Ad la scorsa estate era consapevole della mancanza dei requisiti che poi portarono alla decadenza e alla nuova elezione di Nico Torrisi, che resta invece estraneo all’inchiesta Sac, a denunciare irregolarità era stato Peppino Giannone, presidente della Camera di Commercio di Ragusa, unica voce contraria.

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