Borgata S. Lucia in gravi condizioni

In sinergia d’intenti con il deputato Regionale e Edgardo Bandiera, richiederò lo stato di emergenza igienico-sanitaria al quartiere santa Lucia”. Ad affermarlo è Francesco Candelari, vice presidente della circoscrizione, il quale elenca le criticità: “Le strade non vengono né spazzate né lavate da diverse settimane; si segnala di continuo un crescente e preoccupante incremento di ratti di grosse dimensioni, capaci d’introdursi nelle abitazioni e di conseguenza generare casi d’isteria collettiva, per non parlare delle patologie ad essi collegate; gli scarafaggi stanno aumentando in modo esponenziale e incontrollabile nonostante le timide disinfestazioni abbozzate dalle ditte competenti; le caditoie non vengono pulite da mesi e risultano otturate; le strade sono invase da rifiuti di ogni genere e da deiezioni animali raramente asportate che costringono i residenti a veri e propri slalom per poter raggiungere le proprie abitazioni. Questo stato di cose non è più tollerabile per tutti gli abitanti di questo storico e bellissimo Quartiere dei quali io mi faccio portavoce. Dopo aver perseguito tutte le strade possibili che la Legge mette a mia disposizione e dopo aver tentato inutilmente, più e più volte, di richiedere aiuto all’amministrazione locale, mi rivolgo alla Sua persona come ultima disperata richiesta d’aiuto, prima che la situazione degeneri in un qualche tipo di grave epidemia dalle conseguenze non prevedibili. Chiedo, quindi, l’autorevole intervento dell’Assessorato da Lei diretto, anche sottoforma di un’urgente ispezione di una Commissione Sanitaria Regionale, in modo tale che i membri di quest’ultima possano rendersi conto in prima persona”

del gravissimo pericolo cui sono soggetti gli abitanti di questa Circoscrizione Aretusea e accertare così al più presto le cause e i principali responsabili dell’inspiegabile serie di questi disservizi, prima che la situazione possa degenerare in qualcosa di molto grave e incontrollabile. In attesa di un Suo riscontro, le porgo i miei più cordiali saluti.

Il rappresentante della pubblica accusa, il sostituto procuratore Antonio Nicastro, parte dal vantaggio dell’avere ottenuto dalla corte d’assise di Siracusa la condanna all’ergastolo a carico dell’imputato; ma la difesa conta di potere ribaltare quell’esito e l’ammissione dell’eccezione è stata interpretata dai legali come un punto a loro favore, ritenendo importante scardinare ogni indizio a carico del loro assistito a cominciare da quelle cartucce, annoverate tra le fonti di prova a carico di Raeli insieme con le dichiarazioni dell’ultima vittima di un agguato, quel Giuseppe Leone, attinto da una fucilata, per fortuna senza gravi conseguenze per la propria incolumità, la sera del 15 marzo 2009 mentre si trovava nel suo appezzamento di terreno in contrada Spinagallo, dalle quali ha preso spunto il nuovo filone d’indagine a carico dell’ex palista Giuseppe Raeli, che aveva avuto recenti dissapori con la vittima dell’agguato. A Raeli è stata contestata una serie di omicidi e altri fatti di sangue avvenuti tra il 1998 al 2009 tra Avola, Cassibile e Fontane Bianche. Raeli è stato riconosciuto colpevole degli omicidi dell’agricoltore avolese Antonio Bruni, di Rosario Rizza Timponello detto Paolo, dell’avolese Giuseppe Calvo, dei coniugi Sebastiano Tinè e Giuseppa Spadaro, del fruttivendolo Pippo Spada, oltre che dell’attentato ai danni di Aurora Franzoni. Fu assolto per altri episodi d’omicidio che rimangono privi di copoevoli come nel caso dell’uccisione del ragioniere Rosario Basile, di Giovanni

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