Azzurri e granata stesso desiderio iniziare il ritorno col piglio giusto

di Armando Galea

Mentre al Trapani arriva il dono di Natale sotto forma della riduzione della squalifica a Marras da due a una giornata, Paolo Bianco si lambicca il cervello alla ricerca della migliore formazione da opporre al Trapani che non fa mistero di arrivare a Siracusa per far dimenticare la sconfitta interna di domenica scorsa con il Cosenza. E per cancellare la beffa dei “lupi della Sila”, il brodino di un pareggio non basta. Granata quindi decisi a cogliere una vittoria su un campo, come il “De Simone”, trasformato quest’anno in terra di conquista. Per abbattere quello che sta diventando un tabù ci vorrà quindi un grande Siracusa. Un Siracusa non solo, formato “bello di notte”, ma anche ben messo in campo in maniera di mimetizzare le assenze e le conseguenti lacune. E questa volta non basta il pressing a tutto campo, che può, semmai, approdare ad un nulla di fatto, se proprio la squadra di Bianco ci tiene a battere i granata e a tentare nelle prossime giornate il sorpasso. Anche perché non è detto che le due maggiori candidate alla promozione, Lecce e Catania, non possano accusare, da qui alla fine del campionato un calo di condizione. Ed è su questo tema che Bianco ha insistito durante la settimana, per stimolare i suoi e far intravedere un obiettivo ancora più fascinoso del raggiungimento del terzo posto, un piazzamento già di grande prestigio, ma che in pratica non significa niente. Superarsi non è facile, specialmente con le assenze e con qualche uomo in difetto di condizione. Eppure per battere il Trapani il Siracusa si deve superare. I granata scenderanno in campo col modulo preferito da Calori che è quello di tenere tre uomini in difesa, fra i quali spicca capitan Pagliarulo, un cerbero dal quale è meglio stare alla larga, e di infoltire il centrocampo che può contare su due incontristi, che in pratica sono due difensori aggiunti, un propositore, un cursore e una mezza punta, ruolo, quest’ultimo, che sarà riassegnato proprio a Marras, reduce dalla squalifica. In attacco opereranno in due: Evacuo e Reginaldo, una coppia di attaccanti che tutte le squadre vorrebbero avere, con Murano, il giustiziere del Siracusa all’andata, pronto a subentrare. Superare un’armata del genere richiede precise strategie tattiche, tanta volontà e il solito pizzico di fortuna. E la nuova invenzione, dopo quella di Parisi, sembra proprio quella di Mancino , non più utilizzato da seconda punta, bensì da rifinitore per l’unica punta, alla quale saltuariamente si aggiungerà Catania, sollevato dai compiti di regìa e quindi in grado di far brillare la sua fantasia che lo porta sempre al posto giusto nel momento giusto. Nel corso della settimana, Bianco ha anche insistito sulla cura delle palle inattive, sulle quali oltre a Mancino e a Catania si sono esibiti Giordano, Spinelli e Magnani. E ora la parola passa al terreno di gioco, dove fra qualche ora si giocherà questo derby, con l’augurio che il risultato sorrida al Siracusa regalando ai tifosi un Natale meno gramo di quello consentito dal momento poco felice che la città nel suo insieme sta attraversando.

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