Arrestato l’avvocato Giuseppe Calafiore si trova a piazza Lanza a Catania

È stato tratto in arresto ieri all’aeroporto di Fontanarossa l’avvocato siracusano Giuseppe Calafiore indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Messina su procedimenti giudiziari pilotati che ha coinvolto anche l’ex pm Giancarlo Longo. Al suo arrivo alle 15.30 all’aeroporto, appena giunto con un volo da Istanbul, ha trovato i militari della Guardia di Finanza ad attenderlo.
A distanza di 5 giorni dalla notifica dei provvedimenti restrittivi emessi dai gip dei tribunali di Roma e di Messina, nell’ambito dell’inchiesta su dossier e depistaggi, anche l’avv. Giuseppe Calafiore, si è visto notificare la misura cautelare in carcere. La pattuglia lo ha, quindi, accompagnato nella struttura penitenziaria di piazza Lanza a Catania, in attesa di sottoporsi ad interrogatorio di garanzia, che dovrebbe avvenire nei primi giorni della prossima settimana.
Al momento della notifica della misura cautelare Calafiore era a Dubai. Il suo legale aveva fatto sapere che sarebbe tornato e che non si era volontariamente sottratto alla cattura. Secondo i pm Longo, in cambio di soldi e favori, avrebbe piegato la sua funzione agli interessi di clienti di Calafiore e di un altro avvocato siracusano, Piero Amara che è anche legale dell’eni. L’indagine è stata coordinata dal procuratore di Messina, Maurizio de Lucia.
I magistrati parlano esplicitamente di «regia occulta di Amara che, avvalendosi dell’asservimento di Longo, orchestrava una complessa operazione giudiziaria il cui fine ultimo era di ostacolare l’attività d’indagine svolta dalla procura di Milano nei confronti dei vertici dell’eni». L’ex pm di Siracusa avrebbe «svenduto la funzione giudiziaria» in cambio di soldi e favori per avvantaggiare i clienti di due avvocati siracusani Piero Amara e Giuseppe Calafiore.
Intanto, non si fanno attendere gli effetti giuridici e disciplinari rispetto al coinvolgimento di altri due magistrati siracusani nel proseguo delle indagini della guardia di finanza sui cosiddetti dossier e depistaggi. Come prevede l’ordinamento giudiziario, infatti, tanto la procura distrettuale di Messina, titolare dell’inchiesta, quanto la Procura generale di Catania e quella di Siracusa, dove i due magistrati prestano servizio, hanno comunicato alla Procura generale della Cassazione le risultanze dell’inchiesta in cui figurano adesso anche i pm Marco Di Mauro e Maurizio Musco. Di conseguenza, il procuratore generale della suprema corte ha promosso le procedure della prevista azione disciplinare di cui dovrà occuparsi l’apposita sezione del consiglio superiore della magistratura.

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