Appello degli industriali al nuovo governo regionale

E alla Regione arriva anche un appello degli industriali, i ritardi della pubblica amministrazione frenano lo sviluppo.
Fino a 12 anni per una valutazione di impatto ambientale, uno dei casi limite presentati dalla Confindustria Siciliana in un incontro tra imprenditori, politici ed esperti. I ritagli della pubblica amministrazione possono determinare conseguenze anche gravi per le imprese. Tra i casi, quello di un distretto di micro e nano tecnologie escluso da un bando di centinaia di milioni di euro per un blocco del sistema: “Stiamo parlando di mille e più posizioni aperte sul portale e 281 soltanto sono state poi inserite”. Doppio paradosso, la modernizzazione delle procedure e il rischio di guasti e intrusioni: “Possono alternarne il funzionamento, ma d’altra parte siamo assistendo al discorso sul rascia gate”.
In Sicilia tempi lunghissimi della Regione per le autorizzazioni e l’impossibilità di un silenzio su determinate questioni: «L’iter si blocca e si riparte da zero”. Dal governo un decreto legislativo e immediatamente applicabile anche in Sicilia che recepisce una direttiva europea e sulla conferenza di servizio: c’è un'unica conferenza di servizi, dicono gli industriali, che dà sia la valutazione di impatto ambientale sia tutte le altre autorizzazioni, dove c’è un contesto efficiente c’è benessere e reddito sociale alto, dove c’è inefficienza c’è quello che noi tocchiamo con mano, cioè disagi sociali». Intanto l'ultima batosta è arrivata qualche giorno fa: la Regione è stata condannata dal Cga a un maxi risarcimento da 20 milioni di euro a favore di una ditta di Modica, la New Energy srl, che ha dovuto aspettare quattro anni per avere il via libera a costruire un impianto elettrico da biomasse, perdendo così un finanziamento europeo. Solo uno dei tanti esempi di burocrazia lumaca che tengono nel limbo centinaia di richieste di imprenditori siciliani, oggi riuniti a Palermo per denunciare i ritardi della macchina amministrativa siciliana.
A farne le spese, oltre alle aziende costrette a rivolgersi ai giudici amministrativi, sono anche l'occupazione giovanile e le tasche dei contribuenti. Un problema che gli imprenditori, riuniti nella sede di Sicindustria a Palermo, mettono sul tavolo del nuovo governo targato Musumeci, che promette di dimezzare entro un anno i tempi. L'asse Armao-Grasso: «Tempi dimezzati o dimissioni». Un'intesa tra due assessori siciliani, quello all'Economia Gaetano Armao, vice presidente della Regione, e la collega alla Funzione pubblica, Bernardette Grasso. E poi un patto con gli imprenditori per risolvere entro dodici mesi a partire da oggi la questione delle inefficienze della pubblica amministrazione. Così i due rappresentanti del governo Musumeci si sono impegnati a portare a termine entro un anno un piano che dimezzi i tempi della burocrazia presentate in uno studio: cifre relative a ritardi, inefficienze, catastrofi finanziarie, ricorsi e investimenti abbandonati, con danni di milioni di euro a cui far fronte. «Prendiamo questo impegno con voi - ha detto Gaetano Armao - se entro un anno esatto da oggi non riusciremo a dimezzare queste cifre causate dalle inadempienze della pubblica amministrazione, rassegneremo le nostre dimissioni, perchè non avremo fatto un buon lavoro». Il messaggio è stato ripetuto da Grasso che ha assicurato una riforma breve per snellire la burocrazia regionale.

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