Allarme incendi nel siracusano, vertice in prefettura: «Presidio per zone a rischio»

Alcuni incendi devastanti in questo avvio di stagione estiva, tutti concentrati (almeno per ora) nella zona sud come la Riserva Naturale Orientata di Cava Grande del Cassibile, la zona montana, più da vicino la contrada Sinerchia a ridosso di Belvedere. Ce n’è abbastanza per giungere alla conclusione che la provincia di Siracusa, all’alba dell’estate, è già in piena emergenza. Per questo, stamane, in Prefettura è stato convocato un vertice cui hanno partecipato i rappresentanti di tutte le Forze dell’ordine e di protezione civile. Un summit con l’obiettivo di mettere a punto una strategia di prevenzione, controllo e intervento.
Il vertice in Prefettura serve a studiare tutti i dettagli di una strategia di controllo serrato sul territorio: così, alla prima necessità, è possibile intervenire tempestivamente per evitare gravi danni. Il piano prevede una serie di presidi da parte delle Forze dell’ordine: ad esempio, tenere d’occhio con particolare attenzione le zone della nostra provincia che risultano in modo particolare a rischio incendio.
E così è utile affidarsi anche alla prevenzione. Nel senso di puntare non solo sul buonsenso dei cittadini, ma pure sull’effetto deterrente che possono avere alcuni provvedimenti presi dagli amministratori locali. Alla prevenzione sono molto utili anche le ordinanze dei sindaci, che vietano di appiccare piccoli roghi per la pulizia delle sterpaglie. E poi naturalmente i controlli sul territorio, a cura delle Forze dell’ordine e delle squadre degli operatori di protezione civile'. Può capitare che ad appiccare l’incendio sia — volontariamente — la mano dell’uomo. Ma è altrettanto vero che, in molti casi, il 'piromane' è solo un imprudente. In una circostanza o nell’altra, nulla cambia ai fini delle conseguenze. In questo particolare periodo dell’anno la vegetazione arborea delle macchie è secca e può bastare davvero poco perché un piccolo focolaio faccia divampare un rogo. Il vento trasporta le ceneri incandescenti da un luogo all’altro, ed ecco che può alimentarsi un incendio in più punti di una stessa macchia.
Dal 15 giugno è severamente vietato, considerate le alte temperature, bruciare in aperta campagna sterpaglie o peggio materiali di vario genere. Anche per questo la polizia ambientale ha intensificato i controlli su tutto il territorio, soprattutto nelle zone balneari dove il fenomeno diventa incontrollato.

Pubblica su Facebook