Alla vigilia del derby con la Leonzio l’allenatore risponde a chi lo contesta

di Armando Galea

Nella nostra città guai a dire ciò che si pensa. Tanto più se si tratta di verità. E se uno sopporta anche gli insulti, in virtù della buona educazione o in nome del quieto vivere, finisce che gli autori delle contumelie si ritengono autorizzati a ripeterle all’infinito o addirittura a rincarare la dose. L’ultimo episodio risale a domenica scorsa. Tre, quattro spettatori, di quelli che vanno allo stadio per riversare la bile accumulata in settimana, dall’inizio alla conclusione del match altro non hanno fatto che insultare il tecnico. “Non capisci niente, torna al Sassuolo”. E ancora: “Bianco di qua, Bianco di là. Fai uscire questo e fai entrare quello”. E, alla fine, sopporta oggi e sopporta domani, anche il più paziente degli uomini ne ha abbastanza e si toglie qualche sassolino dalle scarpe. E Bianco alla fine ha sbottato e non ha fatto altro che dire ciò che gran parte degli spettatori avevano pensato. E cioè, che se lo spettacolo non era di gradimento dei contestatori, fossero coerenti e se ne stessero pure a casa o si convincessero che con l’attuale organico il quarto posto è già un mezzo miracolo. Riportato però sui media, la puntualizzazione di Bianco ha irritato anche gran parte di quelli che avevano criticato la contestazione. E sapete perché? Perché, secondo un’antica credenza, lo spettatore ha sempre ragione. Si, aggiungiamo noi, ma solo quando non ha torto.
E stendiamo un velo pietoso sul numero degli spettatori, sempre più esiguo, che segue le partite di una squadra quarta in classifica e sulle continue multe per l’esplosione di petardi. Tornando poi al calcio giocato e all’impegno di domenica al Massimino con la Sicula Leonzio, come se non bastasse la notizia poco buona di Mucciante che avendo avvertito il riacutizzarsi dell’infortunio dal quale sembrava guarito, difficilmente potrà essere utilizzato, si aggiunge anche quella di Scardina il cui indolenzimento al retto femorale non accenna a sparire del tutto. E allora bisogna fare di necessità virtù e cercare di tappare come si può i buchi. Al posto di Mucciante giocherà De Vito che se l’è cavata benissimo domenica scorsa annullando il temuto Simeri. E al posto di Scardina, largo a Bernardo che ha tanta buona volontà, ma che non riesce a farsi valere come ci si aspettava. Stesso discorso nel caso in cui Bianco decidesse di mandare in campo Mazzocchi.
Ammenoché i contestaori abituali, gli stessi che suggeriscono dalla tribuna chi far uscire e chi fare entrare, non abbiano altre soluzioni a portata di mano.

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