Alcuni forestieri a Siracusa vivono un vero «coup de foudre»

di Aldo Formosa

Arrivano qui magari per caso, in un pacchetto turistico qualunque, oppure per scelta alla scoperta del nostro profondo sud. Comunque sia, sono parecchi a subire un “coup de foudre” per questa città che a noi siracusani non fa più impressione, e che invece ai forestieri appare come una sorta di Eden.
Chi resta qui incastrato da un evidente fascino probabilmente è perché proviene da plaghe scolorite oppure da agglomerati che grondano grigiore. O magari perché trova qualcosa che affascina ben oltre la razionalità. Comunque ce ne sono che qui arrivano e qui restano.
Comprano addirittura casa, e magari vanno e vengono, ma qui si affezionano.
Come è capitato, ed era una ragazzina, alla pittrice Marie Therese Joly, innamorata persa, e senza rimedio, di Siracusa. Dove torna mediamente ogni anno tra una Mostra e l’altra in giro per il mondo, e punta subito all’amata spiaggetta dei Sette Scogli.
Qui, nei tanti anni di soggiorno, ha fatto qualche Mostra. E qui ha lasciato parecchie sue opere, vendute o regalate. Alcune lasciate in qualche negozio per esporle in vetrina. Beata innocenza, Joly non sa che talvolta spariscono per ignota destinazione o vengono coperte da altri manifesti.
È la stessa Joly che si è incaponita a fare dichiarare Siracusa capitale mondiale della cultura. E scrive al ministro Franceschini, gli fa scrivere da autorevoli personaggi, accademici europei d’oltralpe, manda petizioni all’UNESCO, insomma è una specie di crociata d’amore. Beata innocenza, nel suo amoroso fervore non sa nulla di procedure, di burocrazia, di regolamentazioni. Ma non demorde. Le ci prova sempre, anche se è un’impresa disperata.
“Libertà” ha spesso pubblicato i suoi frementi appelli, documentati da lettere spedite in alto loco. Non è successo nulla, ma lei ci prova ancora.
Ora abbiamo scoperto un’altra francesina che ha comprato casa alla Giudecca da qualche tempo. È un giornalista, e nel 2010 ha pubblicato sull’autorevole “Le Monde” una pagina d’amore per Siracusa, titolando (vedi foto) “la più bella città del mondo”. Evidenziando nel sottotitolo: “La città siciliana possiede notoriamente un quadro di Caravaggio di cui si festeggia il 400° anniversario della morte”.
Minuta, simpatica, estroversa, Melina Gazzi ama Siracusa tanto da non perdonarle i difetti, i disservizi, le inadempienze, certe carenze urbane, il disordine, la strafottenza…
E si accalora, Melina. S’incavola di brutto col suo caratterino e la sua gestualità parisienne.
Ma, nonostante tutto, Ortigia per lei rimane il cuore della più bella città del mondo. E, come la Joly, ne decanta la magia con amici ed estranei, con l’ardore di una agit-prop.

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Nel clou i festeggiamenti per celebrare i 2750 anni di fondazione della Siracusa, un macro evento che, sotto un unico logo, accompagna l’offerta cultura e turistica di Siracusa per tutto il 2017. Un’occasione straordinariamente importante per Siracusa che da questo anniversario trarrà altra ribalta nazionale. La ricorrenza serve a recuperare e rafforzare l’identità di Siracusa.
Sono poche le città che possano vantare una storia così lunga, fatta di cultura e degli uomini che l’hanno prodotta. Recuperare la loro memoria, ricordare la loro grandezza e da essa ripartire per guardare avanti con orgoglio e fiducia: è questa la grande scommessa per il futuro della città.
Un futuro che, facendo riappropriare i siracusani del posto che la storia di Siracusa ha nel mondo, punti ad un turismo culturale di qualità, non necessariamente di nicchia ma inclusivo e sostenibile. La condivisione di una piattaforma comune su cui lavorare non solo per l’anniversario ma per gli anni a venire. Più volte evidenziato quanto la segmentazione delle competenze sul nostro patrimonio culturale costituisca un vulnus allo sviluppo del nostro territorio, oggi la sfida posta da questo importante anniversario possa aiutare la città a superare gli individualismi e le politiche settarie liberando, finalmente, tutte le energie di una città che vuole stringersi e festeggiare un evento in cui ritrovare un forte ed autentico senso di appartenenza.
Le iniziative sono assolutamente variegate, perché si va dalla musica, al teatro, ai festival del cinema perché è chiaro che all’interno di questa programmazione non mancano gli appuntamenti fissi che già l’amministrazione siracusana ha in calendario, ma quello che renderà tutto nuovo e più funzionale è l’esistenza di questo filo conduttore di un luogo specifico che unirà tutti gli eventi con un calendario che cominciamo a lanciare oggi ma che si andrà arricchendo giorno dopo giorno.

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