Accorpamento Siracusa-Ragusa Subìto un sopruso dal governo

di Giuseppe Bianca

La favola di Cappuccetto rosso (camera di Commercio di Siracusa) inizia nel lontano 2015 dove il consiglio camerale approva l’atto di indirizzo per l’unione con Catania, Messina e Ragusa. Il provvedimento poi fu formalizzato entro il 28 febbraio del 2016. Tutto scaturisce da un’altra favola di “Al lupo! Al lupo!” di una scellerata decisione di Unioncamere Sicilia che aveva deciso a luglio 2015 la riduzione del numero degli enti da 9 a 3. Secondo il presidente della Camera di commercio Ivan Lo Bello “il piano di riordino non andava a snaturare le valenze e l'importanza che queste realtà avevano sul territorio”. Il punto di riferimento di un'unica Camera di commercio doveva essere l'area geografica della Sicilia orientale che si cercò di definire. Dopo l'avvio dell'accorpamento tra Palermo e Enna e tra le realtà di Caltanissetta con Agrigento e Trapani, il percorso per Siracusa era delineato. Ma qualcuno non aveva fatto i conti con l’oste, cioè la città di Messina da lì a poco si defilò da un presunto accordo scellerato nonostante non avesse i numeri per potersi dichiarare autonoma. Nel contempo interviene la presunta riforma delle ex Province che rimodula il tutto e salva Messina dichiarandola città metropolitana, che con la legge Madia successivamente rientra nella riforma degli enti camerali. I messinesi avevano fiutato il malaffare con i catanesi i quali sono abituati nel loro essere a fare le solite “catanisate” ossia quello che “dici oggi non fare domani”. Di questa aforisma i Siracusani e Ragusani richiamati non se ne sono curati, appannati dalle sirene della politica catanese riguardante il grande progetto di “Area Vasta del Sud” infranto poi dagli interessi fin troppo evidenti dei catanesi di appropriarsi con la compiacenza del governatore Crocetta prima e del ministro Delrio poi dello scippo dell’autorità portuale della Sicilia orientale, dove anche qui Messina, con qualche lacrima di coccodrillo in quanto non voleva abbandonare la Sicilia, acconsente l’accorpamento con Gioia Tauro pur di non stare con i catanesi (considerati il lupo della favola di Cappuccetto rosso).
Ma veniamo ai giorni nostri, diciamolo chiaramente: l’accorpamento Siracusa-Ragusa ha subito un sopruso da parte della Conferenza Stato Regioni a favore di una ulteriore camera di commercio in più per la Sardegna e Friuli. Nonostante i due pareri favorevoli della Regione Sicilia a favore delle due città con la revoca con Catania (a proposito la Regione non ha competenza territoriale per via dell’Autonomia?).
Per i Catanesi inspiegabilmente, senza questa volta muovere un dito, si sono ritrovati sotto il naso un piatto servito di ben 190 mila imprese sotto la sua egemonia.
Tutto questo a noi sembra scandaloso, inverosimile, nonostante la grande volontà popolare dei territori, bisogna soccombere ad una decisione impopolare della Conferenza Stato Regioni, che nell’accontentare Sardegna e Friuli poteva acconsentire l’accorpamento Siracusa-Ragusa.
E a proposito il comportamento dei consanguinei Ragusani, in tutto questo tempo se la sono vista alla lontana dalla serie “un colpo al cerchio e uno alla botte”. In un sito ragusano veniva pubblicato un servizio dove qualora il progetto portato avanti solo dai Siracusani senza che loro abbiano appoggiato con convinzione tale ipotesi, poiché «la realtà iblea non aveva nulla a che fare con il dispersivo territorio catanese e con logiche gestionali, quelle etnee, per nulla vocate al soddisfacimento delle esigenze reali delle imprese che debbono costituire sempre il principale punto di riferimento dell’attività camerale. I “fratellastri ragusani” consideravano comunque «l’accorpamento con Siracusa il male minore in una vicenda dove le condizioni di bilancio di ciascun ente avevano la loro importanza e la situazione di Ragusa era la migliore e doveva in ogni caso essere confrontata e fusa nella operazione di accorpamento. E soprattutto per la condizione economica e patrimoniale dell’Ente Camerale di piazza libertà poteva essere motivatamente scelta come sede principale della costituenda nuova Camera di Commercio Ragusa-Siracusa». Insomma la triade camerale nasce sotto una cattiva stella. Una conflittualità territoriale latente, è triste, ma non vediamo sviluppo se non a favore solo (del lupo) Catania.
Nella favola di Cappuccetto rosso ci lasciamo alla fine la presunta parte del “cacciatore” che la vediamo nei due risorsi al Tar e al nuovo ricorso alla Corte Costituzionale annunciato dalla coalizione legata a Confindustria e Cna, la quale ha dichiarato di volersi rivolgere alla Corte costituzionale per aver privilegiato le Regioni Sardegna e Friuli, nella ripartizione degli enti, e presenterà le proprie intenzioni lunedì alle 10 nella sede di Confesercenti, insieme ai rappresentanti delle associazioni di Catania, Siracusa e Ragusa, con i parlamentari nazionali e regionali ed i sindaci”.

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